Alienazioni, le aste fanno "flop". Il Comune incassa solo 800 mila euro

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Alienazioni, le aste fanno “flop” il Comune incassa solo 800 mila euro
Immobili Venduto via de` Serragli. Addio ai 6 milioni previsti
Alienazioni, le aste fanno “flop” il Comune incassa solo 800
mila euro
FIRENZE – E` cominciata davvero sotto i peggiori auspici l`operazione per la vendita degli immobili comunali, sostenuta a spada tratta dal sindaco Renzi e presentata come l`unica ricetta possibile per rimettere sul binario giusto le finanze comunali, sotto stress per via delle numerose assunzioni a chiamata (una cinquantina, fra queste 15 dirigenti, pari all’1% dei dipendenti di ruolo) e dei mancati introiti (multe dei vigilini, ecc.). Una prima tranche avrebbe dovuto fruttare
oltre 6 milioni di euro. Invece, nelle casse comunali sono arrivati appena 800 mila euro. Poco più del 10% dell`intera somma prevista. Dei sei lotti proposti nell`avviso d`asta pubblica (complessi immobiliari viale Michelangelo euro 2 milioni e 930 mila e via Bolognese euro 850 mila, appartamenti via dei Serragli euro 796 mila, via del Romito euro 293mila e 316mila) ne è stato aggiudicato uno solo. Si tratta dell`appartamento di via dei Serragli acquistato con un rialzo di 20 mila euro.
Per i restanti l`asta è andata deserta come, sempre per gli stessi immobili, era avvenuto in altre precedenti occasioni. Un copione che
va ripetendosi (identica sorte per il teatro comunale), complice l`andamento negativo del mercato immobiliare.
Secondo indiscrezioni raccolte presso la Direzione patrimonio immobiliare di Palazzo Vecchio, unaprossima tornata d`asta dovrebbe andare in calendario nel prossimo mese di luglio. A quel momento il prezzo di vendita dei singoli edifici subirà inevitabilmente un ulteriore ribasso (sulla percentuale non ci sono ancora indicazioni precise) che, a conti fatti, finirà per aumentare il divario fra previsioni ed entrate. Quindi, il problema è quello che i revisori dei
conti hanno evidenziato all`atto di esprimere il proprio parere
sul bilancio 2010: “La congruità, l`attendibilità e la legittimità
delle previsioni è fondata sui provvedimenti che l`amministrazione
si è impegnata ad adottare e sugli obiettivi di vendita del patrimonio immobiliare la cui mancata realizzazione inficerebbe la realizzazione dei programmi e degli equilibri di bilancio”.
Riccardo Medici

di Riccardo Medici, dal Nuovo Corriere di Firenze

E’ cominciata davvero sotto i peggiori auspici l’operazione per la vendita degli immobili comunali, sostenuta a spada tratta dal sindaco Renzi e presentata come l`unica ricetta possibile per rimettere sul binario giusto le finanze comunali, sotto stress per via delle numerose assunzioni a chiamata (una cinquantina, fra queste 15 dirigenti, pari all’1% dei dipendenti di ruolo) e dei mancati introiti (multe dei vigilini, ecc.). Una prima tranche avrebbe dovuto fruttare oltre 6 milioni di euro. Invece, nelle casse comunali sono arrivati appena 800 mila euro. Poco più del 10% dell`intera somma prevista. Dei sei lotti proposti nell`avviso d`asta pubblica (complessi immobiliari viale Michelangelo euro 2 milioni e 930 mila e via Bolognese euro 850 mila, appartamenti via dei Serragli euro 796 mila, via del Romito euro 293mila e 316mila) ne è stato aggiudicato uno solo. Si tratta dell`appartamento di via dei Serragli acquistato con un rialzo di 20 mila euro.

Per i restanti l`asta è andata deserta come, sempre per gli stessi immobili, era avvenuto in altre precedenti occasioni. Un copione che va ripetendosi (identica sorte per il teatro comunale), complice l`andamento negativo del mercato immobiliare.

Secondo indiscrezioni raccolte presso la Direzione patrimonio immobiliare di Palazzo Vecchio, unaprossima tornata d`asta dovrebbe andare in calendario nel prossimo mese di luglio. A quel momento il prezzo di vendita dei singoli edifici subirà inevitabilmente un ulteriore ribasso (sulla percentuale non ci sono ancora indicazioni precise) che, a conti fatti, finirà per aumentare il divario fra previsioni ed entrate. Quindi, il problema è quello che i revisori dei conti hanno evidenziato all`atto di esprimere il proprio parere sul bilancio 2010: “La congruità, l`attendibilità e la legittimità delle previsioni è fondata sui provvedimenti che l`amministrazione si è impegnata ad adottare e sugli obiettivi di vendita del patrimonio immobiliare la cui mancata realizzazione inficerebbe la realizzazione dei programmi e degli equilibri di bilancio”.

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