Dentro la tv

image_pdfimage_print

Che simpatica atmosfera, nei telequiz che ogni sera entrano nelle nostre case! Quanti sorrisi, quante luci, quanta cordialità e calore negli scambi di battute tra conduttore e concorrenti! Ma com’è questa tivù, vista da vicino? Lo abbiamo chiesto ad Alberto, piaggese attivo nel Muretto e nel Fondo Etico, comparso a sorpresa sul nostro teleschermo qualche sera fa nelle vesti di concorrente del seguitissimo quiz “L’eredità”.

Alberto, cosa ti ha spinto a partecipare a questo gioco?
Volevo vedere come me la sarei cavata “dal vero” con quelle domande a cui spesso sapevo rispondere da casa, oltre al desiderio di curiosare “dietro lo schermo”. Così ho scritto la domanda e sono stato chiamato per la selezione. Lì ci hanno fatto rispondere ad un questionario di cultura generale e poi abbiamo fatto un mini-provino, un colloquio davanti alla telecamera. Ma solo dopo parecchi mesi mi hanno invitato alla Rai di Milano per registrare la puntata: ormai non ci pensavo più!

E così sei partito per Milano insieme a tua moglie Carla. E com’è questa Rai?
Bè, noi abbiamo visto solo lo studio dell’Eredità, oltre alla mensa dove abbiamo pranzato e ai corridoi… lì abbiamo aspettato un bel po’, su delle panche di ferro ghiacce, mentre passavano su e giù ragazze in vestaglia… L’impressione era di un’organizzazione molto precisa, anche se un po’ fredda. Per esempio alla mensa, era un po’ strano trovarsi attorno facce familiari, Gene Gnocchi, le “ereditiere” (le ballerine del programma, n.d.r.), che però non ci vedevano neanche, anzi, ci snobbavano proprio! Insomma due pianeti diversi. Finalmente, dopo aver firmato un sacco di fogli, contratti, liberatorie, siamo andati a registrare.

Già, perché non è in diretta, vero?
No, no, è tutto registrato, e si fanno diverse interruzioni, ad esempio per provare le coreografie. Per la parte di gara però ovviamente non ci sono prove, come rispondi, rispondi, e hai solo 3 secondi! Infatti ero molto emozionato…

Eppure a vederlo sembra un gioco tra amici…
Eh, questo fa parte della finzione… pensa che Amadeus io l’ho visto solo un attimo prima di entrare in gioco. È arrivato all’ultimo momento, tutto rileccato e preciso, ha letto le nostre note personali e poi abbiamo cominciato.

Ma se ha anche fatto quella battutina sulla gelosia di tua moglie…
Macché, Amadeus è proprio un baccalà! – interviene Carla – Non sa di nulla, e la battuta era preparata. È tutto finto… lo studio, sembra grande ma è un capannone semivuoto, il pubblico saranno sì e no venti persone, tutte pagate. Per cui alla fine non si capisce perché questi si danno tante arie… anche se è vero che la tv ha un potere incredibile: un sacco di gente ora riconosce Alberto per la strada, lo saluta, gli fa i complimenti… è diventato famoso!

Purtroppo Alberto è stato eliminato…
Ah, non speravo certo di vincere, ci vuole molta fortuna! Sono già contento di non aver fatto una figuraccia.

Ma per chi partecipa c’è un premio di ricordo, un omaggio?
Per nulla! Anzi, è già tanto se mi hanno lasciato fare un saluto! Figurati che una volta fuori dal gioco mi hanno fatto uscire dallo studio e ho finito di seguire il gioco su un televisorino in un’altra stanza…

Cosa vi resta alla fine di questa esperienza?
Soldi niente, non ci hanno neanche rimborsato tutti e due i biglietti del treno! A parte tutto, è stato divertente, un gioco. Si è fatto una girata! Abbiamo visto un ambiente diverso, gente nuova… la persona più curiosa che abbiamo incontrato è un signore distinto che aspettava con noi… di lavoro fa il concorrente di riserva, ha i suoi turni, i suoi orari, il suo stipendio, e se qualcuno non si presenta, è pronto a entrare in gioco. Ma se capita e tocca a lui, poi si ritrova disoccupato per due anni, il tempo in cui non ti puoi ripresentare a un quiz. Buffo, no?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *