Alberi in città: utili ma ingombranti

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Per gli alberi vivere a Firenze è un’impresa titanica, tra inquinamento, incuria, manutenzione impropria e… motoseghe. Quest’ultime poi negli ultimi anni sono in azione frenetica, spesso anche in modo scriteriato. Non per niente a gennaio il Procuratore Capo di Firenze, Ubaldo Nannucci, ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari un decreto penale di condanna nei confronti del sindaco Domenici, reo di aver fatto abbattere il 23 maggio 2003 cinque alberi alla Fortezza da Basso nonostante il parere contrario del Sovrintendente per i Beni Ambientali, per venire incontro alle richieste di Firenze Expo.
Questo non è altro che il fatto più eclatante di quella vera e propria “guerra” che i nostri amministratori comunali sembrano aver intrapreso nei confronti degli alberi di Firenze. O se non vi piace il termine “guerra” sostituiamolo con “disboscamento”. Come chiamare altrimenti un processo che ha portato all’abbattimento, come denuncia in un volantino il Coordinamento dei Comitati Cittadini, 71 alberi per realizzare il sottopasso di Piazzale Vittorio Veneto, circa 1000 alberi alle Cascine ufficialmente per mettere in sicurezza il parco, 137 alberi a Campo di Marte per realizzare il nuovo stadio di atletica, decine di platani, lecci e cedri per la realizzazione del parcheggio di piazza Caduti dei Lager e del nuovo sottopasso viale Strozzi/Viale Belfiore, 16 platani per costruire il nuovo parcheggio di Piazza Beccaria, ecc.?
Eppure proprio pochi mesi fa il Quartiere 5 e l’Università di Firenze hanno presentato uno studio dal titolo “Potenzialità del Parco di S. Donato per il miglioramento della qualità ambientale ed urbana della città di Firenze”. Con questo studio, anche se incentrato sui benefici che dovrebbe apportare il parco che dovrebbe (condizionale d’obbligo visto che di esso ancora non c’è traccia…) sorgere nell’area ex-FIAT di Novoli, in pratica si “ufficializza” e si quantifica quello che ambientalisti e persone di buon senso hanno sempre saputo e detto: gli alberi ed il verde in generale migliorano la qualità della vita nelle città!
Ma allora, se il Comune sa che gli alberi sono tanto utili perché poi ne taglia e ne fa tagliare così tanti?
Tutto sta nelle priorità che il Comune si dà. Per esempio basta ricordare che poche settimane fa l’assessore all’ambiente Vincenzo Bugliani, a chi protestava per lo scempio degli alberi di viale Pieraccini a Careggi, ha risposto che “erano stati tagliati per rendere più scorrevole il transito delle auto”!
Se la priorità è tutelare gli interessi economici oppure realizzare un presunto “ammodernamento ed adeguamento infrastrutturale della città”, è ovvio che gli alberi non sono più degli esseri viventi garanti del benessere dei cittadini, ma diventano solo degli inutili ostacoli da eliminare.

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