Al precario non far sapere… l’Inps censura per ordine pubblico

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da Blitz Quotidiano

Al precario non far sapere che pensione avrà, come ha spiegato il presidente Antonio Mastrapasqua: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. La “simulazione” di cosa? Di quanto un “parasubordinato”, cioè un lavoratore precario prenderà di pensione tra qualche decennio dopo aver versato per una vita i relativi contributi. Il risultato sarebbe invariabilmente una pensione inferiore al minimo, roba da poche centinaia di euro al mese. Quindi meglio “oscurare”.

Oscurare dove? Ma sul sito dell’Inps ovviamente. E anche nei quattro milioni di lettere che lo stesso Inps sta per inviare a domicilio agli altrettanti precari italiani che versano contributi previdenziali. L’Inps nelle settimane scorse ha scritto anche ai lavoratori a tempo indeterminato. Una lettera in cui si spiega come fare per apprendere dal web quanto hanno versato e quanto incasseranno come pensione. La lettera che arriva ai precari è invece una lettera “muta”, non rimanda ad alcuna consultazione possibile. Il precario non può sapere perché, per ammissione dello stesso Inps, è meglio che non sappia. Quindi al precario si dice quanto paga ma si nasconde quanto “rendono” i suoi contributi. Precario dunque neanche avvisato, visto che in nessun caso, conti alla mano, può essere salvato.

0 Comments

  1. Chiara

    La notizia sulla decisione dell’INPS di non far sapere al precario l’insesistenza della sua pensione è in linea con il silenzio dilagante su tutto ciò che riguarda i precari.

    La scorsa settimana (29 Settembre 2010) è passato al Senato il DDL sul “collegato lavoro”. E’ passato in silenzio, senza leggerne traccia sui principali giornali o senza che vi fosse dedicato un servizio nelle radio e tv locali come in quelle nazionali. Eppure con il collegato lavoro si cambia i presupposti che stanno alla base di uno dei diritti di ogni lavoratrice e lavoratore, quello di poter agire una modalità di contrattazione, di potersi rifare a dei diritti comuni e condivisibili da tutt*.
    Chiara

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