Ai compagni di strada della comunità delle Piagge

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Cari amici,
come uomo, come cristiano e come prete, sento il dovere di non tacere e di esprimere il mio dissenso rispetto alla consacrazione di Mons. Escrivà, fondatore dell’Opus Dei avvenuta per mano del Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro Domenica 6 Ottobre.
Ritengo questa canonizzazione un’offesa al Dio della giustizia e della pace che sto imparando a riconoscere nella mia vita con voi, abitata dalle fatiche e le speranze dei poveri e dei ‘piccoli’, un grossolano errore della Chiesa che, per interesse ed opportunismo si è piegata e ha ceduto alle pressioni degli adepti e sostenitori dell’Opus Dei, uomini che ‘contano’ nei grandi meccanismi politico finanziari del pianeta.
Non mi sento, in piena coscienza, di riconoscere Mons. Escrivà modello di vita ed esempio di santità e per quanto mi riguarda non lo considero iscrivibile tra coloro per i quali la Chiesa ci invita alla memoria liturgica e alla devozione.
Tale posizione nasce da una lettura attenta del pensiero di Mons. Escrìvà e dalla lettura della sua opera più importante dal titolo ‘Cammino’ da cui si evincono alcune posizioni assolutamente inaccettabili ed anti-evangeliche, quali ad esempio il suo sostegno al regime fascista e dittatoriale del Generale ‘Caudillo’ Franco in Spagna. Cito testualmente: ‘…La guerra è il massimo ostacolo che si innalzi sul cammino facile. Tuttavia dovremo amarla come il religioso ama i suoi discepoli:’ (311) E riferito al Caudillo Franco: ‘…Lasciarti andare? Tu?…faresti dunque parte del gregge?tu sei nato per essere caudillo'(16) ‘Caudillos!… Virilizza la tua volontà perché Dio faccia di te un caudillo'(833). Sul tema della guerra, della virilità, della donna ed altri ancora potrebbero esserci altre citazioni gravi e dal sapore amaro.
Finché la Chiesa continuerà a rendere sante persone così, continuerà a permettere a persone come Pinochet di ricevere la comunione e nello stesso tempo a sottovalutare il martirio di profeti di liberazione del nostro tempo come il Vescovo Romero e Mons. Gerardi come potrà pensare di essere e diventare credibile agli occhi della gente e del mondo?
Per questo chiedo alla Chiesa di permettermi di disobbedire a questa santificazione e a voi con cui condivido la mia storia chiedo perdono per la mia Chiesa ancora così distante dal vangelo e dalla vostra vita, questa davvero ‘santa e vera’.
Con affetto…pace e bene
Alessandro Santoro – prete

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