Ai cittadini, segreti e bugie

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I rifiuti sono “segreto di Stato”. A stabilirlo uno degli ultimi decreti approvati dal governo Prodi, in vigore dal primo maggio. Il Presidente del Consiglio, anche con autonoma determinazione, potrà dunque apporre il segreto su siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori. L’applicazione del decreto riguarda anche qualsiasi opera definita “critica”, e quindi controversa. Il che significa che persino l’Alta Velocità o il Ponte sullo Stretto potrebbero essere secretati. Cancellate di conseguenza anche le garanzie assicurate dalla disciplina della valutazione di impatto ambientale. Una pericolosa e preoccupante norma che – in violazione di tutte le normative internazionali che tutelano la trasparenza in materia ambientale – tiene i cittadini all’oscuro di decisioni fondamentali per la comunità civile. L’articolo 261 del Codice penale prevede per chi rivela un segreto di Stato una pena non inferiore ai 5 anni di reclusione.

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