Agusta-Westland: un'alleanza in nome del profitto

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Agusta si struttura nel 1923 come industria portante del settore aeronautico. Nel dopoguerra si specializza nella produzione d’elicotteri e ad oggi è riconosciuta a livello mondiale come uno dei principali fornitori.
Nata geograficamente a Cascina Costa di Samarate (VA) ora il piano aziendale conta su sei luoghi di produzione: Brindisi, Benevento, Anagni (FR), Frosinone, Vergiate (VA) e Samarate. Il numero d’occupati fa emergere come prioritarie le sedi di Vergiate e Cascina Costa: delle attuali 4529 persone, poco più di 800 sono occupate a Vergiate e circa 2000 a Cascina Costa. Ogni sede si è specializzata in una particolare tecnologia (ad es. Brindisi per strutture metalliche di parti dell’elicottero, Frosinone per i rotori) e fa giungere i vari componenti al centro di integrazione finale (Cascina Costa), responsabile dell’assemblaggio dell’elicottero e dei test di funzionamento.
Aggiungiamo che a Cascina Costa sono sviluppati i progetti, i prototipi di elicotteri ed è il riferimento nazionale ed internazionale per i settori commerciali, di import/export, di pubbliche relazioni e così via: si può capire come questa sede sia il cuore pensante e operativo di Agusta. Da segnalare che il vicino stabilimento di Vergiate, a una decina di km, collabora per l’assemblaggio finale dell’elicottero. Ad oggi son circa 4800 gli elicotteri operanti ed in 80 paesi.
Va ricordato inoltre, come avviene alla presenza di una rete industriale, che accanto ad ogni nodo di produzione vi sono imprese “terze” che vi partecipano per rifornire i singoli elementi meccanici necessari alla costruzione di una data parte del velivolo.
La tipologia di produzione è a prevalenza militare, come vedremo più avanti.

Nello stesso periodo storico (1915) nasce in Inghilterra la Westland, basata a Yeovil nel Sumerset (sud del paese). Il percorso intrapreso ricalca quello di Agusta: passa dalla produzione d’aerei a quella di elicotteri e si specializza nel settore bellico.
Ne danno segno i numerosi elicotteri per la Marina britannica del modello “Lynx”.
Westland ha stipulato un contratto con il Ministero della Difesa inglese (03/1996) per fornire la British Army di 67 WAH 64, noti con il nome di “Apache”. Questo modello è il più avanzato elicottero d’attacco terrestre, in operazioni diurne e notturne.
L’azienda può ora vantare 22 clienti nel mondo, diffusi in ogni continente, che operano con circa mille elicotteri.

OBIETTIVI AMBIZIOSI

La reciproca ricerca di un partner europeo, in campo internazionale di successo, ha permesso la loro recente unione: che ha come primario obiettivo, cercando cooperazioni in specifici progetti, quello di divenire e consolidarsi come marchio guida a livello globale nella produzione di elicotteri.
La joint venture AgustaWestland è posseduta pariteticamente al 50% da Finmeccanica e dall’inglese GKN. La fusione, divenuta operativa il 12/02/2001, segue l’accordo firmato da Finmeccanica e GKN il 26 luglio dell’anno precedente. La collaborazione tra Agusta e Westland era già iniziata diversi anni prima (1985) sulla progettazione di un elicottero, con prevalenti finalità militari di impiego, denominato EH101 (v. box).
Ciò fa seguito alla realizzazione di elicotteri controcarro A129, consegnati dalla sola Agusta all’Esercito italiano. Ora, con la spinta della Westland, quest’elicottero è rilanciato con il nome di A129 International. “Vi è la necessità nello scenario delle guerre odierne”, leggiamo nella descrizione data da Agusta, “di un elicottero non con il solo ruolo anticarro ma che possa rispondere a molteplici necessità, incrementando la potenza di fuoco”.
Parimenti AgustaWestland si occuperanno dell’ammodernamento del simile elicottero “Apache”, citato in precedenza.

Queste collaborazioni internazionali sono una prerogativa aziendale. Nel 1952 Agusta riceve la licenza dall’americana Bell per produrre una vasta gamma di elicotteri. Così come nel 1967 le statunitensi Boieng e Sikorsky le rilasciano analoga licenza per modelli di notevoli dimensioni e tuttora impiegati in conflitti (es.: il “CH47 Chinook”).

Già forte di questi contatti, l’EH101 permette ad AgustaWestland di inserirsi in altri mercati oltre quello europeo. Finmeccanica sottolinea i 112 elicotteri già ordinati (10/2001). Oltre ad Italia e Gran Bretagna commesse sono state ricevute da Danimarca e Portogallo. E’ aperto il mercato asiatico, con le richieste del Giappone per l’EH101 e della Cina, che ha ricevuto il primo A109 per la Marina (03/2003). L’A109 in versione militare s’inserisce anche nel panorama dell’Africa: nel corso dell’anno 2000 inizia la fornitura di A109 al Sudafrica per un importo di ca 258 milioni di dollari. Vi è il consolidamento sul mercato nordamericano dove AgustaWestland è basata ad Arlington (Virginia, Stati Uniti). Oltre agli esemplari di EH101 già commissionati dal Ministero della Difesa canadese, in tale direzione si può leggere l’alleanza con la Lockheed (10/2001) per fornire l’elicottero nella versione US 101, specificatamente sviluppata per le forze armate statunitensi.

Queste semplici osservazioni denotano come l’ambito “civile” poco o nulla caratterizza l’import/export dell’azienda e la sua strategia d’azione sui mercati internazionali.
In tal modo AgustaWestland si pone anche come traino di GKN e Finmeccanica.
Infatti, quest’ultima dichiara (04/2003, sul confronto di esercizio 2001) un utile netto di 203 milioni di € pari ad una crescita netta dell’8%, una crescita di produzione del 15% e prevede, nel triennio 2003 – 2005, una crescita annua di produzione del 9%. Un segno a conferma è la fiera internazionale dell’aerospazio e difesa che si tiene ogni anno a Farnborough, in Inghilterra, da oltre cinquant’anni. Nell’edizione 2002 Finmeccanica ha predisposto un apposito padiglione per AgustaWestland; attenzione che non è stata ricevuta neppure dalla presentazione del nuovo cacciabombardiere di coproduzione europea “Eurofighter”, già ordinato in 644 esemplari da 5 Paesi (primeggia l’Inghilterra con 232; l’Italia ne ha data commessa per 121 aerei).

L’IMPATTO SUL TERRITORIO

Consideriamo ora, con qualche esempio, anche l’impatto ambientale e socioculturale che AgustaWestland ha prodotto a Samarate. Si può pensare che alcune simili modalità si siano verificate anche nelle altre località ove han sede i comparti della linea di produzione degli elicotteri.
A livello di estensione, a Cascina Costa, l’azienda occupa 876.000 mq. Una superficie collocata a fianco dell’Aeroporto intercontinentale di Malpensa, caratterizzata dalla “brughiera”, ecosistema presente solo in quest’area del Parco Regionale del Ticino.
Va segnalato poi il numeroso traffico di automezzi che trasportano le componenti degli elicotteri (in quest’ottica l’aeroporto di Malpensa ha facilitato i collegamenti tra i nodi aziendali) e i bus e autoveicoli che ogni giorno permettono gli spostamenti di chi vi opera.
Vi sono anche altre tipologie di inquinamento, come quell’acustico prodotto dalle esercitazioni dei velivoli a bassa quota dal centro abitato o quello da elettrosmog prodotto da una potente apparecchiatura radar di terra, di recente installazione (06/2002).
Il clima culturale e sociale è da quasi un secolo condizionato dall’azienda. Possiamo ricordare la presenza di Agusta a feste di paese o la promozione di queste, manifestazioni pubbliche di ampia risonanza, come quelle che vi erano sin qualche anno fa presso l’aerodromo di Vergiate (la cui linea di volo ha continuità con il piazzale facente parte dello stabilimento locale di Agusta) con dimostrazioni di volo degli elicotteri e della pattuglia acrobatica dei jet delle Frecce Tricolori.
I contenuti dell’azienda, sia prima sia dopo la fusione con la Westland, sono proposti nelle scuole di vario grado del territorio. Per numerosi cittadini è un fattore di orgoglio abitare in un piccolo Comune che è stato sede pionieristica dell’aeronautica in Italia, così come conoscere che l’azienda ha fama nazionale ed internazionale. E’ facile ascoltare racconti di visite di Ministri del governo italiano, di esponenti di governi europei, americani, asiatici o mediorientali. Parimenti lo è trovare, tra gli oggetti ricordi ben esposti in abitazioni private o luoghi pubblici, un modellino di elicottero (ancor più se militare, con dotazione missilistica e altre armi da combattimento), una coccarda, disegni, foto o riproduzioni d’immagini d’epoca dell’azienda.
La fusione tra Agusta e Westland ha rafforzato questi sentimenti. Vi è stato, infatti, il formale gemellaggio tra i Comuni di Samarate e Yeovil.
I primi passi in tal senso sono avvenuti nel 2001 e sono culminati in ampie celebrazioni tra settembre e ottobre dello stesso anno. Vi sono stati coinvolgimenti delle scuole e mostre di varia natura allestite in spazi comunali. Ed a ciò è stata data continuità nel tempo durante feste e sagre primaverili – estive.

IL MERCATO DELLA GUERRA

“Il successo di AgustaWestland nel mercato mondiale è il risultato di un elevato livello di competitività”, sottolinea l’azienda.
Appare evidente la connessione con la ratifica dell’accordo “OCCAR” (Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in materia d’Armamenti) o di “Farnborough”, firmata dai sei paesi europei che più producono armi (09/1998) che intende “facilitare la ristrutturazione e le attività dell’industria europea della Difesa”.
Infine si può intuire come, in Italia, il recente testo di legge (ddl n° 1547, 03/2003) che ha stravolto la legge n° 185/90, la più restrittiva in Europa che disciplina la produzione d’armamenti (contempla ad es.: l’istituzione di un registro delle imprese coinvolte nella progettazione, costruzione e commercio, transazioni bancarie collegate, indicazione dei paesi destinatari e trasparenza di ciò con relazione annuale del Ministero del Tesoro), consideri come prassi quella di favorire la “competitività” delle aziende che sono attive nel mercato bellico.

Stefano Ferrario da Missione Oggi, ottobre, pagg. 14 – 16.
http://www.saveriani.bs.it/missioneoggi/

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