23 settembre 2018

Aeroporto, troppa confusione, parla l’assessore regionale Anna Marson

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di Simona Poli per Repubblica Firenze

«La Regione non ha scelto la nuova pista di Peretola. Ha solo aperto la possibiità di valutare due ipotesi di allungamento». Nella confusione, Anna Marson tenta di fare un po’ di chiarezza.
Assessore Marson, avete valutato i pro e i contro della pista allungata e di quella parallela?
«Le valutazioni già contenute nel Rapporto ambientale saranno approfondite neliafase di discussione che inizierà adesso m consiglio regionale per l’adozione della variante. La giunta ha verificato che entrambii tracciati sono fattibili dal punto di vista tecnico. E’ stato poi individuato unpercorso di confronto pubblico delle due alternative. Ma non abbiamo deciso quale adottare».
Non avete scelto la pista ma imposto una serie di obblighi e di opere accessorie da realizzare nell’un caso e nell’altro.

«Le prescrizioni specificano che il progetto presentato da Adf dovrà comprendere anche tutte le opere necessariamente connesse. Nell’ipotesi di allungamento dell’attuale pista si dovrebbe interrare l’autostrada Firenze-Mare per la larghezza della pista ecoprire un canale secondario. La lunghezza, anche mantenendo fasce di sicurezza di 210 metri ai due estremi, raggiungerebbe i 1960 metri previsti dalla legge».
Da una parte, però, c’è Monte Morello e dall’altra ci sono la ferrovia sopraelevata, vari insediamenti industriali, case. Possibile allungare in queste direzioni?

«Il terrapieno del rilevato ferro viario sarebbe una barriera antirumore e la pista avrebbe il vantaggio di poter essere utilizzata come adesso nei due sensi. Anche gli interventi complementari necessari costano meno nel caso di pista allungata. Ma entrambi i progetti sarebbero comunque sottoposti aValutazione d’impatto ambientale».
L’iter burocratico, insomma, sarebbe identico.
«Non proprio. La pista parallela andrebbe a toccare più aree considerate protette e in questo caso la direttiva comunitaria Habitat obbliga ad una procedura europea. Anche icosti delle opere complementari sono maggiori nel caso di parallela. Di quattro o cinque volte, secondo i nostricalcoli. Dovrebbe essere deviato il Fosso Reale, innalzata in quel punto l’A11, ripristinato il reticolo delle acque e poi spostato uno svincolo autostradale».
Chi si oppone al tracciato parallelo sostiene che un grande numero di persone sarebbero coinvolte da smog e rumore.

«Questo è il tema più delicato, su cui è nostro preciso dovere dare garanzie ai cittadini. Le stime sono basate su modelli e non su dati reali, chiariamolo subito. Nel rapporto ambientale che cihafornito Arpat si evidenzia come in termini di quantità non ci sarebbero forti cambiamenti se allungassimo la pista, visto che ora gli abitanti di Quaracchi sono particolarmente esposti all’inquinamento acustico. Nel caso di una parallela unidirezionale il numero di persone “particolarmente esposte” sembra diminuire ma la popolazione complessivamente disturbata resta uguale. Crescerebbe invece se ci fosse una parte di atterraggi orientata dalla parte di Firenze».
Ma nessuno ha mai detto che in caso di pista parallela gli aerei potrebbero atterrare da Firenze verso Prato.

«Non avrei tutte queste certezze. Euna cosa da verificare».
Da quello che dice sembra di capire che lei propenda per l’allungamento della pista.

«Ho condiviso il percorso che ha portato la giunta ad approvare unavariante che dauna parte stabilisce il perimetro di un parco agricolo di settemila ettari che rappresenta una compensazione per quest’area così densamente abitata e dall’altra apre un confronto pubblico a cui parteciperanno cittadini ed esperti».
E chi deciderà alla fine?
«La variante approvata dalla giunta va in consiglio, dove sarà discussa, adottata e infine approvata. Poi saràAdf a scegliere il progetto che seguirà un iter nazionale, cioè saràpresentato aiministeriAmbiente e Trasporti per la Valutazione d’impatto ambientale. A quel punto la Regione si esprimerà in base alle prescrizioni dettate e poi si aprirà la Conferenza dei servizi».
Adf sceglierà il tracciato in grado di garantire il maggiore sviluppo dello scalo, altrimenti perché investire tanti soldi?
«Gli investimenti dovranno essere commisurati anonrichiede re per il loro ammortamento di superare una soglia di voli sopportabile per gli abitanti. Qui non si deve parlare solo della lunghezza della pista ma capire anche a quali tipologie di aerei si pensa di voler aprire lo scalo di Firenze. Se l’obiettivo è far atterrare grossi Airbus o jumho, allora l’investitore è logico che punti allaparallela. Ma nel contesto in cui si trova Peretola non credo sia il caso. Un conto è superare gli enormi limiti dell’aeroporto attuale e un altro far atterrare ogni tipologia di aereo. Se vogliamo mantenere livelli accettabili di qualità dell’aria, come compete alla Regione».

***

L’intervento di Anna Marson sul Corriere Fiorentino
L’assessore: «GUARDARE OLTRE LA GEOMETRIA»

Le notizie che si sono succedute sulla stampa, prima e dopo l’approvazione in giunta dell’integrazione al Piano di indirizzo regionale relativo al parco agricolo della Piana e alla qualificazione dell’aeroporto di Peretola, si sono focalizzate in modo quasi esclusivo sulle due ipotesi di pista e relative lunghezze. Al di là di una certa analogia fallica, questo discorso ha fatto passare in secondo piano il cambio di paradigma implicito nella scelta della giunta, che anziché optare per l’una o l’altra alternativa ha individuato un percorso di confronto e valutazione pubblica per arrivare, anche attraverso l’attivazione del previsto dibattito pubblico, a scegliere la soluzione migliore. L’una e l’altra alternativa si collocano all’interno d’un contesto troppo densamente insediato per poter essere scelte senza la prioritaria individuazione di un limite accettabile al numero dei voli, alla dimensione delle aeromobili, al rumore e alle emissioni generate, al cumulo degli effetti ambientali derivanti dall’insieme delle attività presenti e programmate nella piana. E in gioco inoltre la realizzazione del progetto di parco agricolo che costituisce «l’elemento ordinatore» delle scelte in questo territorio. E l’insieme delle poste in gioco richiamate, a partire dalla qualità della vita degli abitanti della Piana, a dover essere al centro delle decisioni pubbliche.

Anna Marson
Assessore regionale all’urbanistica e territorio

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