11 dicembre 2018

Aeroporto, il pericolo è in pista. Un esposto alla Procura della Repubblica

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Peretola – I sindacati passano al contrattacco. Problemi legati alla manutenzione degli aerei, ma anche a spazi e servizi igienici. Un esposto alla Procura della Repubblica denuncia la mancanza di sicurezza nello scalo

di Duccio Tronci

Altro che pista parallela o aumento dei volumi di traffico. L’aeroporto di Firenze vive un’emergenza ben più grave, così come dei passeggeri. A testimoniarlo c’è un esposto presentato a febbraio da cinque sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Egl e Cub) alla Procura della Repubblica – inviato anche al prefetto di Firenze e alla Asl, insieme ad una lettera all’Enac – che segnala un rischio che si correrebbe nello scalo di Peretola. In particolare i sindacati denunciano che i dipendenti ricoprirebbero alcune mansioni per cui non sarebbero “adeguatamente formati”.

Il problema principale è legato al controllo dello sghiacciamento degli aeromobili (chiamato in gergo post-deicing check). A metterlo in pratica oggi sono gli stessi addetti di rampa (coloro che dovrebbero occuparsi di seguire i passeggeri nell’imbarco in pista), dopo un corso di formazione di sole otto ore. E che, sempre secondo i sindacati, sarebbe effettuato senza alcuna dimostrazione pratica. Chi verifica lo sghiacciamento delle ali del veicolo deve anche prendersene la responsabilità. Ma il pericolo ricade conseguentemente sugli stessi passeggeri, costretti a volare su mezzi che possono essere non adeguatamente controllati. “Fino ad oggi la mansione veniva svolta dallo stesso personale di compagnia – dice Filippo Rinaldi della Cub Trasporti – che nell’ottica del risparmio lo ha dirottato su Adf, la società che gestisce l’aeroporto”.

Ma le problematiche vive l’aeroporto non finiscono qui: “Manca lo spazio necessario sulla pista – prosegue Rinaldi – noi che guidiamo gli autobus all’interno dell’aeroporto siamo costretti a fare gli slalom fra le cisterne che riforniscono gli aeroporti. In sostanza dobbiamo avere gli occhi anche dietro la testa”. Azioni che, secondo i sindacati, sono frutto della politica del risparmio che sta praticando l’azienda: “Adf ha ottenuto delle deroghe agli spazi – aggiunge Rinaldi – ma la soluzione per la sicurezza sarebbe quella di realizzare il cosiddetto ‘push back’”. Si tratta della procedura utilizzata in molti aeroporti e che prevede il traino del veivolo fino ad una barra collegata ai locali interni dell’aeroporto. Una struttura che consentirebbe, tra l’altro, di abbattere drasticamente l’inquinamento. Ma che ha comunque un costo per l’azienda, di personale oltre che per la sua realizzazione. E il problema della mancanza di spazi è talmente serio che accadono episodi paradossali: “Qualche giorno fa in aeroporto erano guasti entrambi i bagni, gli unici due esistenti nello scalo per dipendenti e passeggeri”, conclude Rinaldi.

Fonte Il Nuovo Corriere di Firenze

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