24 settembre 2018

Aeroporto di Firenze: Renzi, Ente Cassa e i Benetton, il ribaltone che non arriva

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di Massimo Vanni, quando l’assemblea dei soci si riunirà per eleggere il nuovo presidente e il nuovo amministratore delegato, saranno ancora in sella al governo di Peretola. I torinesi di Aeroporti Holding, la società con dentro Benetton che detiene circa un terzo del pacchetto azionario, avrebbero potuto finire in minoranza dopo l’ingresso dell’Ente Cassa di Risparmio. Ma continueranno ad esprimere l’Ad, anche se non sarà riconfermato l’attuale manager Fabio Battaggia. Il sindaco Matteo Renzi, che tempo fa ha incontrato proprio i vertici di Benetton, si è messo di traverso al possibile ribaltamento della maggioranza. E la «pax renziana» spinge tutti i soci alla gestione dello scalo, ora che con l’elezione di Enrico Rossi a presidente della Regione sembra aprirsi una fase decisiva per il futuro di Peretola. «Avanti tutta sulla pista parallela », ha annunciato Stella Targetti, la vicepresidente della giunta toscana designata proprio da Rossi. «Una dichiarazione che abbiamo molto apprezzato, in linea del resto con quanto pensa Rossi: sul neo presidente ci conto molto», dice non a caso il presidente di Confindustria Giovanni Gentile. Ma perche’ non riconsegnare al territorio fiorentino il governo dell’aeroporto, dopo sei anni di gestione dei torinesi? «Gli enti pubblici non intendono portare avanti questo progetto», taglia corto Michele Gremigni, il presidente dell’Ente Cassa che pure ha sborsato quasi 30 milioni di euro per acquistare il 17,5 delle azioni. Eppure i numeri ci sarebbero. Dei 13 futuri consiglieri, tre verranno espressi da chi ha la maggioranza. Dei dieci restanti, Aeroporti Holding ne nomina quattro. Mentre Ente Cassa (3 consiglieri), i soci pubblici come la Camera di Commercio e il Comune (che però detiene solo un 2 per cento) e la Sogim di Panerai (1) potrebbero insieme ribaltare tutto e mettere all’angolo i torinesi. Ma è proprio quello che non accadrà. E mentre rimbalzano le ipotesi sul nome del presidente, da Piero Antinori al presidente degli agenti di viaggio Andrea Giannetti al vicepresidente del gruppo Kme Vincenzo Manes, è sugli assetti della «governance» che fervono i colloqui. «A me più che i nomi interessano la squadra e il programma», dice Giovanni Gentile. «Dopo Pasqua presenteremo uno studio dell’Irpet che dimostra qual è il peso dello scalo per il nostro territorio. E il nostro auspicio è quello di arrivare ad una soluzione in tempi brevi di questa annosa questione», sostiene il presidente degli Industriali. «Stiamo lavorando ad un accordo fra tutti, la nostra presenza rappresenta una sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni che fino ad oggi non hanno fatto niente», dice Gremigni dell’Ente Cassa. Si sono forse investiti 30 milioni solo per sensibilizzare? «Di più non potevamo fare, il nostro intervento almeno è servito a porre l’attenzione sullo sviluppo dello scalo», aggiunge l’Ente Cassa. Il governo e la spinta del territorio saranno comunque assicurate, garantisce il presidente della Camera di Commercio Vasco Galgani: «Gli accordi prevedono che fra i tre consiglieri del listino maggioritario ci sia anche il futuro presidente, che sarà scelto dagli industriali. E alla fine i consiglieri espressi dal territorio fiorentino saranno sette su tredici». Cioè la maggioranza. Davvero sarà così? «Credo ci sia una volontà forte, gli accordi prevedono anche che gli utili della società verranno reinvestiti, non distribuiti tra i soci. E se questo non avviene siamo pronti a cambiare direzione», aggiunge Galgani. Ma perché Renzi si è adoperato per togliere Aeroporti Holding dall’angolo? Il sindaco non l’ha esplicitato. Sull’argomento Peretola l’opposizione del Pdl in consiglio comunale l’ha incalzato anche tre giorni fa, chiedendogli di dichiarare se la pista parallela fosse «solo una promessa da campagna elettorale» e se ha intenzione di «fermare l’agonia dell’aeroporto affrontando definitivamente e in modo risolutivo il problema del suo potenziamento ». Renzi ha però più volte ripetuto cosa si attende da Autostrade e Grandi Stazioni. Cioè da Benetton, che è socio di entrambe: l’impegno non ancora mantenuto del parcheggio di Scandicci a servizio della tramvia, il ridisegno delle ingressi autostradali in città e l’avvio finalmente della ristrutturazione di Santa Maria Novella. In pratica, un accordo a tutto tondo. Funzionerà?

0 Comments

  1. paola

    ho letto dati, percentuali …interessi imprenditoriali ..strategie più o meno evidenti..mi piacerebbe leggere dell’ argomento partendo dal benessere dei cittadini e del territorio sempre più devastato da infrastrutture inutili.. cittadini costretti a convivere con un inquinamento atmoferico e acustico intollerabile senza parlare della sicurezza..cosa porterà a noi e ai nostri figli questa fatidica pista parallela?? Siamo sicuri che sarà la risposta “adeguata” per il nostro terrritorio? Finora molta confusione sull’argomento e poca poca informazione..troppo poca..

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