Aduc: «Publiacqua come usurai»

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Solleciti di pagamento datati 27 luglio con un mese di tempo per saldare i debiti. L’Aduc punta il dito sulle ditte letturiste che “scordano” di pagare il gestore. Publiacqua risponde:«Non le incarichiamo noi. Parole inqualificabili».

di Silvia Casagrande

Una brutta sorpresa potrebbe accogliere diversi fiorentini al ritorno dalle vacanze: un sollecito di pagamento datato 27 luglio del servizio recupero crediti di Publiacqua, il principale gestore idrico toscano, potrebbe attenderli nella cassetta delle lettere. Una raccomandata che però «è arrivata anche a chi è in regola coi pagamenti» e accompagnata dalla «minaccia perentoria di tagliare l’acqua entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione» in caso di mancato saldo. Parola dell’Associazione per i diritti di utenti e consumatori Aduc che critica la scelta di inviare la comunicazione a pochi giorni da agosto, quando molti cittadini sono in ferie e impossibilitati a chiarire la vicenda. «Cosa farà l’utente che rientrato dalle vacanze leggerà la lettera? – si domanda l’Aduc – Pagherà per non rischiare di restare senz’acqua, l’ultimatum è scaduto». Secondo l’Aduc la responsabilità va ricercata nella A.s.co. srl, una delle aziende letturiste che in vari condomini raccolgono i soldi dagli utenti e poi pagano il gestore: «La A.s.co. è fallita “scordandosi” di pagare le bollette per le quali aveva già incassato i soldi». Ma questo non giustifica Publiacqua: «Sapendo delle difficoltà della ditta, preferisce incassare immediatamente piuttosto che rimanere incagliata in un contenzioso. Un approccio da usurai».

Parole che Publiacqua giudica «inqualificabili». «Le ditte recapitiste sono incaricate dal condominio, e noi conosciamo la situazione finanziaria di una azienda che non abbiamo incaricato», si giustifica la società, che spiega: «Nel caso di mancati pagamenti si invia una raccomandata ai privati, mentre con i condomini si lasciano avvisi attraverso appositi addetti, concedendo ulteriori 10 giorni di tempo». Insomma, Publiacqua, pur «non sapendo il caso specifico cui si riferisce l’Aduc», rassicura i suoi utenti: «Non si sarebbe proceduto alla chiusura in agosto in pieno periodo feriale».

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