“Adotta un giornalista precario”: un posto letto per la libertà di stampa

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Carola Del Buono per l’Altracittà

In occasione della manifestazione “Giornalismi e giornalisti per la dignità della professione” che si svolgerà a Firenze il 7 e 8 ottobre prossimi, presso il Teatro Odeon in Piazza Strozzi, il Gruppo di lavoro sulla precarietà dell’Ordine di giornalisti nazionale lancia la campagna “Adotta un precario” per invitare i cittadini di Firenze a ospitare nei giorni della convention un collega proveniente da fuori della regione Toscana.
Precariato e scarsa disponibilità economica sono purtroppo situazioni che convivono in questa realtà e da questo viene l’idea di affidarsi alla sensibilità dei fiorentini, che «con un piccolo gesto – fanno sapere i componenti del gruppo di lavoro – potrebbero aiutarci a difendere un grande diritto, che è patrimonio di tutti, ovvero quella libertà ed indipendenza della stampa che proprio le condizioni di estrema precarietà nelle quali lavora oggi larga parte dei giornalisti rischiano di minare alla radice»
Cosa serve per partecipare? Poco. Un letto, o un divano.
Gli interessati dovranno contattare la segreteria della manifestazione: giornalistigiornalismi@hotmail.it – 3398707413. Sarà compito degli organizzatori smistare le domande di ospitalità e l’offerta dei posti letto.
«Oggi la precarietà è molto estesa – spiega Fabrizio Morviducci, giornalista professionista de “La Nazione” di Firenze, e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti – con il termine precario non s’intende solo chi ha il contratto a termine, ma anche per esempio chi non ha affatto contratto». Morviducci parla di Firenze come di una “città solidale” e si ritiene soddisfatto dell’ottimo riscontro che ha avuto questa iniziativa, a cui più di trentacinque famiglie hanno detto di sì.
Non è un caso che sia stata scelta proprio Firenze per ospitare l’evento, in effetti la nostra città è sempre stata un crocevia per la qualità dell’informazione a livello nazionale. Questa giornata vedrà radunati tutti i giornalisti 2.0, cioè tutti coloro che si possono definire non contrattualizzati, free lance, collaboratori, corrispondenti, lavoratori autonomi e anche i disoccupati, cioè tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa dei fallimenti di molti giornali e media. L’obiettivo è scrivere una carta deontologica che servirà ad introdurre modelli virtuosi di collaborazione fra editori per ridare dignità alla professione giornalistica.
Per molti anni le istituzioni della categoria non si sono occupate dello scomodo tema del precariato, ma Morviducci ritiene che qualcosa si stia muovendo e quindi sia giusto approfittare di questa occasione.
Fabrizio in proposito vuole ringraziare molto Enzo Jacopino, presidente nazionale dell’Ordine, che è stato fondamentale per costruire questo evento.
«Un giornalista che vede in pericolo la sua autonomia è un pezzo di informazione meno libera – sostiene Morviducci –  dove c’è meno autonomia c’è meno libertà. Lanciamo un importante principio, e cioè che non è lecito sfruttare la gente. Con questa carta avremo sicuramente uno strumento in più e dipenderà da noi giornalisti farla applicare».
Intanto, il risultato più importante è la creazione di una rete nazionale: solo sulla pagina Facebook dell’evento ci sono più di 72.000 contatti.
«Il Parlamento sta discutendo una legge per un equo compenso giornalistico – conclude Morviducci – chi sfrutta i colleghi non prenderà incentivi statali. Il pessimismo non serve più a niente, si sta finalmente aprendo una porta dopo anni di nulla, centriamola!».

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