Adista: "Alessandro Santoro colpevole di troppo Vangelo"

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Ecco come Adista, ha raccontato ai suoi lettori l’epurazione di don Alessandro dalle Piagge.

Adista

di Valerio Gigante

35266. FIRENZE-ADISTA. Alle Piagge, popolare quartiere alla periferia nord-ovest di Firenze, don Alessandro Santoro ci era arrivato, da giovane prete, nel 1994. Poi, nel 1996, l’allora arcivescovo della città, il card. Ennio Antonelli, gli aveva formalmente affidato la cura della comunità. Con alcuni abitanti, aveva dato vita ad una vivacissima realtà ecclesiale di base che a poco a poco, grazie all’aiuto di tante laiche e laici, ha contribuito ad animare un quartiere spesso caratterizzato da situazioni di degrado e marginalità. Erano così via via nati diversi progetti autogestiti: una bottega delle economie solidali; il Fondo Etico e Sociale, per finanziare progetti di promozione del territorio, il ‘progetto Villore’, esperienza di agricoltura biologica, accoglienza, vita in comune in Mugello; il doposcuola per i bambini; la scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; le attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti; quelle per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; il laboratorio politico “Cantieri solidali” che partecipa attivamente alla vita civile della città; la casa editrice Edizioni Piagge; la testata l’Altracittà, un giornale che racconta la città di Firenze con una particolare attenzione al quartiere ed ai problemi delle periferie; il centro sociale “Il Pozzo”, che ha sede in un prefabbricato dove si svolgono durante la settimana gran parte degli incontri e delle iniziative della comunità e dove ogni domenica don Santoro celebra la messa.

Eucarestia che alle Piagge don Santoro d’ora in poi non potrà, suo malgrado, più celebrare. Il prete è stato infatti rimosso dal suo incarico dal vescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori. La sua ‘colpa’, quella di aver sposato in chiesa, il 25 ottobre scorso, Sandra Alvino e Fortunato Talotta. Un matrimonio “fuori dai canoni” ecclesiastici, a giudizio della Curia di Firenze. Sandra, 64 anni, è infatti nata uomo, anche se già dal 1974, dopo un’operazione per cambiare sesso realizzata a Londra, era diventata a tutti gli effetti una donna; tanto che lo Stato italiano le aveva permesso, nel 1982, di sposare con rito civile l’uomo che amava già da diversi anni. Sandra, cattolica praticante, aveva però sempre desiderato coronare la sua storia d’amore ormai trentennale davanti all’altare, con il rito religioso. Così, dopo un cammino all’interno della comunità delle Piagge, già lo scorso anno don Santoro si era detto disposto a sposare in chiesa lei e Fortunato. Poi però, il 15 gennaio 2008, poco prima che le nozze fossero celebrate, arrivò il diktat del card. Antonelli, che obbligò don Alessandro a fare, seppure a malincuore, un passo indietro (v. Adista n. 11/08).

Ma alla fine l’obbedienza alla gerarchia nulla ha potuto di fronte alla necessità di obbedire al precetto di amore del Vangelo. Da questa obbedienza don Santoro, come egli stesso ha spiegato durante l’omelia pronunciata il 25 ottobre di fronte agli sposi e a tutta la comunità, non ha potuto esimersi. Così, puntuale, la sera stessa del 25, è arrivato il comunicato della Curia di Firenze nel quale la celebrazione avvenuta alla Piagge viene bollata come la “simulazione di un sacramento”, “un atto privo di ogni valore ed efficacia, in quanto mancante degli elementi costitutivi del matrimonio religioso che si voleva celebrare”. Una scelta, quella di don Santoro che, secondo la Curia, “assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile, nonché sconcerto e confusione nella comunità cristiana e nell’opinione pubblica, indotta a pensare che per la Chiesa siano mutate le condizioni essenziali per contrarre matrimonio canonico”. Per questo, conclude seccamente il comunicato, all’arcivescovo non resta “che riconoscere con dolore e preoccupazione questo dato di fatto”, sollevando don Alessandro Santoro “dalla cura pastorale della comunità delle Piagge” e chiedendogli “di vivere un periodo di riflessione e di preghiera”. Insomma, parroco rimosso, matrimonio nullo. Nullo, forse, per le leggi della Chiesa. Infatti, come lo stesso don Santoro aveva ricordato rivolgendosi a Sandra e Fortunato durante l’omelia, nessun provvedimento della Curia avrebbe potuto cambiare la realtà, perché “voi siete una coppia di credenti che vive nella Chiesa il suo essere coppia e questo il Dio della Vita benedice e accarezza”.

0 Comments

  1. Piera Fabris

    Allora don Santoro non è solo: c’è qualcuno, a quanto pare autorevole, dentro la Chiesa che la pensa come lui. Questo non può far riflettere e meditare Mons: Betori?

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  2. Sonia Porcu

    Non sono delle Piagge e volevo rispondere al messaggio di Don Di Nardi che mi ha molto indignato. Come si permette di criticare Don Alessandro, che non si merita assolutamente queste accuse, senza essere stato alla sua Comunità. Perchè non chiede al Vescovo se è fedele al Vangelo come lui. Chi si sporca le mani con gli ultimi non si fa portare l’ombrello! Vergogna, io non so se la manda qualcuno per infangare la moralità di Don Alessandro ma cerchi almeno lei, da prete, di avere rispetto per la sua sofferenza. Lasciatelo in pace, non vi sembra già punito abbastanza?

    Sonia Porcu

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  4. Dario Colombera

    O sei con i Vangeli, i cui insegnamenti sono in armonia con quelli delle altre grandi religioni e con le leggi della vita, o stai con i falsi profeti della Chiesa Cattolica, che sono contro gli insegnamenti dei Vangeli. Se non capite questo, siete falsi discepoli e sono certo che siete convinti che il fine giustifica i mezzi e che perseguite la ricchezza, il potere e il piacere dei sensi, invece che virtude e conoscenza. . Se mi sbaglio, corregetemi.

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