Addio Tav, la Germania rinuncia: «Costa troppo, inutile viaggiare a 300 all'ora»

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Nel “Paese di pulcinella” in cui viviamo si persevera a sostenere l’alta velocità, nostante i costi e i danni ambientali. In Toscana, dove l’altro ieri un treno pendolare ci si ostina a voler scavare sotto Firenze un tunnel inutile e dannoso. Certo, la classe dirigente è quella che è: Renzi, Rossi, Moretti, questo abbiamo e questo per ora ci dobbiamo tenere. Fatto sta che la Germania, il Paese più economicamente solido d’Europa rinuncia al piano Tav perché costa troppo ed è dannoso per le coincidenze con il traffico locale. Ecco un estratto della notizia rilanciata dal Sole 24 Ore.

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Berlino frena i treni ad alta velocità. In un’intervista al periodico «Wirtschaftswoche» il presidente delle ferrovie tedesche, Rudiger Grube, ha annunciato che la prossima generazione degli Ice – equivalenti ai TGV francesi e agli Etr 500 italiani – non viaggerà più a 300 chilometri all’ora, ma “solo” a 250. «Per la Germania la velocità di 250 chilometri all’ora è più che sufficiente – ha spiegato Grube -, tanto più che le tratte dove gli Ice possono raggiungere i 300 all’ora sono solo due: Colonia-Francoforte e Norimberga-Ingolstadt».

Costruirne di nuove costerebbe troppo. Il rallentamento da 300 a 250 della velocità massima comporta una serie di vantaggi: minor costo di produzione e di manutenzione dei treni, e minor costo di manutenzione delle linee. Grube ha inoltre ricordato che la minore velocità riduce i ritardi dovuti alle perturbazioni del traffico, e rende più facile il rispetto delle coincidenze.

Meno velocità in cambio di maggiore affidabilità, insomma. La strategia annunciata da Grube rappresenta un dietrofront rispetto a quella del suo predecessore, Hartmut Medhorn; secondo Grube, inoltre, è stata oggetto di accese discussioni all’interno della società, soprattutto con i vertici della divisione che gestisce il traffico a lunga percorrenza.

0 Comments

  1. Alfred Canonico

    Evidentemente si vuole privilegiare l’aereo che inquina l’ambiente e prevede costi ben più alti. Solo falsità i pretesti dei NO TAV

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