Acqua bene comune. Rendere possibile l’impossibile

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Riccardo Petrella, segretario generale del Contratto Mondiale dell’Acqua, sarà oggi a Firenze per un’audizione a Palazzo Vecchio. Presenterà il “Manifesto per un governo pubblico dell’acqua” che promuove l’acqua come un bene comune, patrimonio dell’umanità, fonte di pace nel rispetto dei diritti delle generazioni future, grazie ad una reale partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Il Manifesto – scaricabile integralmente sul sito www.contrattoacqua.it – introduce il concetto di “governo” del ciclo delle acque, rendendo anacronistico e superato il concetto di “gestione” e affida un ruolo chiave agli enti locali, al potere politico e alla società civile organizzata.
Secondo Petrella il concetto di gestione è infatti legato ad una cultura aziendalista che si sviluppa nei campi del “possibile” determinato dalla razionalità strumentale (risorse finanziarie e tecniche). Il governo invece rinvia ad una cultura nutrita dai fini, che opera nel campo dei diritti/doveri e che spiega il perché governare è “rendere possibile l’impossibile” dotandosi dei mezzi per realizzare gli obiettivi fissati e non viceversa.
Le proposte che emergono in quest’ottica sono da intrecciare su diversi livelli, ognuno dei quali ha come prospettiva la ripubblicizzazione delle società che oggi gestiscono un bene così prezioso come l’acqua. A livello regionale è necessaria una nuova legge quadro che riorganizzi l’insieme delle istituzioni, leggi e decreti che governano il settore dell’acqua, valorizzando le buone pratiche esistenti e ampliando la partecipazione dei cittadini. La proprietà, la gestione, il controllo politico vanno inoltre integrati tra loro, abbandonando il principio, così in auge negli ultimi 10 anni, della separazione tra proprietà del bene e delle reti, gestione dei servizi, controllo politico sulla gestione.
Si arriva così alla proposta del Manifesto dell’Acqua che prevede l’adozione di modalità dell’affidamento diretto a società con capitale interamente pubblico, nel rispetto dell’ordinamento italiano e comunitario. La gestione attraverso le s.p.a. (come Publiacqua) è infatti in aperta contraddizione con il governo pubblico di un diritto umano e sociale e di un bene essenziale alla sicurezza dell’esistenza collettiva.
Alla società civile organizzata il compito di pressare le istituzioni affinché tutto ciò avvenga in tempi rapidi, oltre che, grazie alla costituzione dei Consigli dei Cittadini, partecipare ai processi decisionali relativi al governo dell’acqua.

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