24 settembre 2018

Acqua, pochi sindaci decidono per tutti. Restano investimenti incongrui e tariffe record.

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Riceviamo dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua e volentieri pubblichiamo

UN’AUTORITÀ CENTRALIZZATA CONTINUA A GENERARE PROFITTI PER I PRIVATI

Ancora una volta all’Autorità Idrica Toscana con la discussione dei nuovi Piani Economici e Finanziari e delle tariffe si è posta la questione del rispetto dell’esito referendario sull’acqua, privilegiando di conseguenza democrazia, giustizia e solidarietà. Ma ancora una volta i Sindaci, che ne fanno parte, attraverso l’affermazione che le tariffe devono essere commisurate agli obiettivi di investimento, si è scelto di adeguare le proprie decisioni ai potentati economici finanziari, pertanto agli interessi dei privati e delle banche che sull’acqua speculano.

Si progettano mega investimenti: dighe dissalatori autostrade dell’acqua, mentre la rete di distribuzione perde acqua da tutti i buchi (dal 40% al 50% le perdite della rete), e questo con tariffe per il servizio più care d’Italia. I 50 Sindaci provenienti da tutte le aree della Toscana si permettono di deliberare investimenti e tariffe anche per gli ambiti territoriali differenti dal proprio e che neppure conoscono, mentre le decisioni dovrebbero essere prese al livello più vicini possibile a chi abita nei luoghi di utilizzo dell’acqua.

L’importante “come recita documento approvato” è che siano riconosciuti gli oneri finanziari (leggi remunerazione del capitale investito abrogata con il referendum) ai soci privati dell’acqua che investono capitali propri. Ma quali capitali propri!, nemmeno un euro hanno messo, gli investimenti sono stati tutti pagati dai cittadini, mentre i soci privati si sono distribuiti i profitti. Pochi i voti contrari: Arezzo Pistoia Montevarchi e Laterina e due astensioni: Viareggio e Comuni Apuani.

Non solo dal tavolo della Presidenza arrivano anche le frottole. Si è affermato che i Sindaci dell’ATO3 (gestore Publiacqua) hanno approvato a fine aprile il Fondo Nuovi Investimenti (che prevede sotto mentite spoglie profitti sull’acqua), falso Metodo Tariffario Transitorio e Fondo Investimenti sono stati rigettati a maggioranza. Al direttore generale (grande burattinaio dell’Autorità) i Sindaci presenti hanno concesso un premio nello stipendio di massimo risultato (stipendio da fame, quello del mangiafuoco locale, non chiaro dal bilancio, ma probabilmente sopra i 130.00 euro).

Quale massimo risultato? quello a danno dei cittadini? peccato che non si sia reso conto (o forse si) che mentre i cittadini hanno pagato a Publiacqua 78,5 milioni di investimento, né siano stati fatti solo 64,2, la verifica richiesta dai sindaci dell’ATO 3 dov’è finita?; nel suo ruolo tecnico non ha avvertito i Sindaci che la remunerazione del capitale investito nel Metodo Normalizzato era illegittima (sentenza TAR e Consiglio Stato), che non si può cambiare il deposito cauzionale nei contratti in corso (cosa regolarmente fatta, nonostante vi siano già diverse espressioni in tal senso dei giudici di pace).

Ma quali siano le competenze del direttore è bene siano i Sindaci a spiegarlo ai propri cittadini noi vogliamo solo aggiungere che vi è un’assoluta mancanza di pudore nel chiedere ancora di più con stipendi di tale livello, quando a famiglie numerose si slaccia l’acqua per un mancato pagamento di pochi euro. E’ stato pure approvata la delibera che permetta lo svolgimento dell’assemblea dell’Autorità in videoconferenza, così sarà assai improbabile la partecipazione dei cittadini, in modo che i sindaci possano alzare le mani come vere e proprie marionette senza paura di contestazioni. Multinazionali e banche a cui si è svenduto un bene primario come l’acqua, saranno assai contente di soldatini diligenti che difendono i loro interessi.

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