Acqua, Pd ultraliberista. La Regione fa ricorso 'obtorto collo'; a Firenze boccia l'Ente di Diritto pubblico

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di Riccardo Capucci

L’assessore regionale Eugenio Baronti “strappa” in chiave elettorale alla giunta Martini (con molti assessori Pd contrari) il ricorso alla Corte Costituzionale per invalidare la privatizzazione dell’acqua recentemente voluta dal governo Berlusconi. La Regione fa ricorso però evita di raccontarlo in giro. Al momento l’informazione è affidata infatti al solo sito personale dell’assessore Baronti.

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Allo stesso tempo il Pd fiorentino boccia la riforma dello Statuto comunale voluta da Ornella De Zordo per garantire il ritorno all’acqua pubblica attraverso l’istituzione di un’Ente di Diritto pubblico.

Nonostante ciò tutti i partiti della vecchia sinistra radicale hanno deciso di allearsi di nuovo con il Pd in Regione, sostenendo la candidatura di Enrico Rossi, colui che vuole aprire i Cie anche in Toscana.

Ecco le due vicende raccontate dai protagonisti Baronti e De Zordo.

Cari compagni/e come forse già sapete lunedì scorso la Giunta ha deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale l’art. 15 della L. 166/09, quindi anche la regione Toscana si aggiunge al Piemonte, Liguria, Puglia, Trentino e, se non vado errato, anche le Marche e l’Emilia Romagna. Diversi sono stati gli Assessori del PD contrari, gli unici interventi a favore, com’era facilmente prevedibile, sono stati quello  mio e quello di Bertolucci, il Betti era assente.

Al termine della discussione è passata comunque la delibera, come atto di buona volontà politica  per evitare rotture che potevano  essere strumentalizzate in chiave elettorale. Rimangono comunque divergenze di impostazione politica significative  su questa delicata materia, anzi i contrari hanno sostenuto la necessità di condizionare il programma politico della prossima legislatura ad un accordo chiaro e definitivo che possa permettere al nuovo Consiglio di arrivare ad approvare la legge regionale sui servizi pubblici.

Ovviamente i contrari danno una interpretazione tecnico giuridico al ricorso, mentre per me quello che conta e va sottolineato è il significato politico che assume in questa fase  il ricorso, a prescindere dagli esiti finali e dal pronunciamento sulla legittimità costituzionale o meno dell’articolo in questione. Daltronde alcuni interventi contrari hanno espresso preoccupazione proprio per il rischio che questo atto finisca per assumere  un significato politico in contrasto con gli indirizzi della regione toscana in materia di gestione del servizio idrico.  E’ ancora forte il sostegno politico al cosiddetto modello toscano.

Comunque sia, un passo in avanti è stato fatto, il percorso  rimane ancora lungo e difficile e l’obiettivo di un’inversione di impostazione politica ancora lontano da raggiungere.

saluti
Eugenio Baronti

De Zordo: “Perché il Pd fiorentino avalla le politiche berlusconiane sull’acqua?”

“Per difendere l’acqua come bene pubblico occorre modificare lo Statuto comunale, riconoscendo il servizio idrico integrato come ‘servizio pubblico locale privo di rilevanza economica’ e prevedendone la gestione attraverso un Ente di Diritto pubblico”. E’ quanto sostiene Ornella De Zordo in merito al dibattito sulla difesa dell’acqua come bene pubblico, che oggi ha visto la bocciatura in Consiglio Comunale della mozione presentata dalla capogruppo di perUnaltracittà: “Firenze, bocciando l’atto da noi presentato che andava in questo senso, ha oggi perso un’occasione – ha aggiunto De Zordo – mentre già molti comuni di tutta Italia hanno avviato un percorso del genere, l’unico che consente che il servizio rimanga in mano pubblica. In questo modo, tra l’altro, i cittadini continueranno a veder lievitare le bollette di Publiacqua”.

“Tutte le altre strade – ha spiegato la capogruppo di perUnaltracittà – sono palliativi e non servono a tutelare la nostra città dall’approvazione del DL 135/09, fortemente voluto dal governo nazionale, che di fatto da’ il via libera alla definitiva privatizzazione del servizio idrico, regalando l’acqua agli interessi delle grandi multinazionali. Si tratta di una questione che tra l’altro – ha precisato De Zordo – riguarda direttamente gli enti locali, che con l’approvazione della legge sono sottratti delle proprie sovranità in materia di erogazione dei servizi idrici”.

Fra le altre cose la mozione chiedeva anche che il Comune di Firenze riconoscesse nel proprio Statuto l’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile oltre che come bene comune pubblico: “Continueremo a batterci per ottenere ciò – ha concluso De Zordo – ricordiamo che in Toscana sono state raccolte oltre 40 mila firme in calce ad una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione a livello regionale, e che grandi realtà come Parigi sono già andate in questo senso”.

0 Comments

  1. annarita ricci barbini

    rimango stupita ,meravigliata;c’e qualcosa di marcio in…..cosa possono fare i cittadini? ma una cosa forte e molto chiara non un manifesto politico.

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