Acqua, il TAR boccia le tariffe post referendum. Ma la beffa continua

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Mario Neri da Repubblica Firenze

Di fatto è solo una vittoria di principio, il riconoscimento di una battaglia combattuta dai comitati in onore dei 27 milioni di italiani che due anni fa dissero no alla privatizzazione dell´acqua. Ma almeno per ora è soltanto una conquista sulla carta, anche perché dietro l´angolo si nasconde una beffa.

Il Tar della Toscana boccia e «invalida» le bollette spedite dopo il referendum del giugno 2011. Lo fa accogliendo un ricorso del Forum toscano dei movimenti per l´acqua, che chiedeva l´annullamento delle delibere con cui Acque spa, la società di gestione del basso Valdarno, aveva confermato nelle tariffe l´applicazione del 7%, la famosa «remunerazione del capitale investito» abolita con il voto. La quota destinata ai privati, scrivono i giudici amministrativi, è «illegittima» e va eliminata dalle bollette.

Peccato, però, che dal 28 dicembre 2012 l´Aeeg, l´Authority nazionale del gas e dell´energia, abbia introdotto un nuovo metodo di calcolo delle tariffe e con esso la possibilità per le spa dell´oro blu di aggiungere una voce destinata agli «oneri fiscali e finanziari». «In pratica, la remunerazione del capitale sotto mentite spoglie», dicono i comitati.

La conferma arriva direttamente dall´Autorità idrica regionale: «Adegueremo le tariffe entro il 30 aprile – spiega il direttore Alessandro Mazzei – e possiamo garantire che non ci saranno aumenti». Ma neppure i risparmi agognati, e tantomeno i rimborsi, che per Publiacqua varrebbero 9 milioni e per Acque spa circa 10. Primo: la remunerazione a partire da giugno verrà sostituita con la nuova voce destinata agli investimenti per le reti e gli impianti, e guarda caso oscillerà fra il 6 e il 6,5% e sarà pure retroattiva, valida per tutto il 2012. Secondo: «La sentenza del Tar non ci impone alcun risarcimento», spiega Mazzei. Poco importa che lo chiedano a gran voce tutti i cittadini che hanno aderito alla campagna di “obbedienza civile” e si sono autoridotti le bollette in nome del referendum. A loro, che continuano a ricevere solleciti di pagamento, l´Autorità idrica accorderà «una moratoria, noi smettiamo di metterli in mora, loro interrompano l´autoriduzione».

Ma i comitati non si fermano. La sentenza del Tar, sono convinti, farà da apripista. Del resto il criterio della remunerazione, scrivono i giudici, «viene travolto dalla volontà popolare». «Un principio che crediamo il Tar della Lombardia potrebbe applicare nel ricorso presentato contro la nuova tariffa Aeeg», dice Ornella De Zordo, consigliera di Perunaltracittà a Firenze. «Il Tar oggi e il Consiglio di Stato un mese fa – concludono Colin Du Liege e Roberto Spini, portavoce del forum toscano – hanno detto che sullacqua non si devono fare utili. Ci auguriamo che i sindaci toscani riuniti nell´Autorità idrica regionale ne tengano conto dando un segnale politico prima che a farlo sia qualcun altro». Leggi: Movimento 5 Stelle.

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