Acqua, De Zordo: "Acea taglia gli investimenti, quale sorte per Publiacqua?"

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“Acea è in crisi, cresce l’indebitamento e a Roma taglia 141 milioni di investimenti. Cosa succederà a Firenze, Prato e Pistoia dove Acea controlla Publiacqua spa e dove quest’ultima continua a spartire utili ai soci nonostante il referendum del 2011 e varie sentenze vietino di fare profitti sull’acqua?” Lo chiede Ornella De Zordo di perUnaltracittà commentando la notizia data oggi dal giornale Altreconomia.

Altreconomia dà conto di una lettera riservata inviata tra gli altri ad Alemanno e Zingaretti e al presidente dell’Autority da Alessandro Piotti, dirigente della Segreteria tecnico operativa della Conferenza dei sindaci dell’ATO 2 Lazio Centrale-Roma, in cui afferma, allarmato, il pessimo dato di bilancio. Scrive il dirigente romano: “Informalmente e in anticipo rispetto alla pubblicazione del bilancio ho avuto notizia che Acea Ato 2 ha realizzato investimenti per 140 milioni di euro e per il 2013 prevede di realizzare 110 milioni. Ciò nonostante gli accordi pregressi e quanto riconosciuto nell’ultima tariffa […] prevede investimenti per il 2012 pari a 202 milioni di euro e per il 2013 a 189 milioni. Sempre per vie informali sembra che questa auto riduzione degli investimenti sia dovuta al crescere dell’indebitamento”.

“Siccome Acea è il dominus privato a cui gli amministratori fiorentini e toscani hanno ceduto quel bene comune che è l’acqua dell’ex ATO3 ci domandiamo che riflessi avrà la crisi di indebitamento che a Roma sta erodendo visibilmente gli investimenti necessari ad corretto uso della risorsa. In attesa che Regione e Comuni decidano, bontà loro, di ripubblicizzare gli acquedotti come ad esempio sta facendo il Comune di Trento proprio in questi giorni, ci domandiamo fino a che punto gli utenti debbano essere presi in giro da un capitalismo che tutto fa meno che il bene della collettività”

Da notare che la relazione di Acea sul bilancio 2012 è invece tutta rose e fiori. Scrive infatti il presidente Giancarlo Cremonesi: “Acea continua a rappresentare una realtà affidabile. La crescita del volume di affari, il netto miglioramento del margine operativo accompagnati da una solida struttura patrimoniale del gruppo, dimostrano la validità della stra​​tegia adottata dall’azienda che ha saputo ben reagire dinanzi ad un contesto macroeconomico sfavorevole e ad uno scenario regolatorio ancora incerto”. A Roma sono iniziati i tagli, cosa succederà a Firenze?

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http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4111

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