Acea, 200mila euro al comitato per il "No ai Referendum"

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Riceviamo dal Coordinamento romano acqua pubblica 

Leggiamo sull’odierna cronaca romana della Repubblica di un finanziamento da 200mila euro di Acea al comitato per il No ai referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico dello scorso giugno.
Quanto descritto è di inaudita gravità sia nel merito che nel metodo.

Nel merito, è assurdo che i proventi dell’azienda, derivanti dalle bollette dei cittadini, vengano spesi contro i cittadini stessi e per promuovere azioni politiche contro il benessere collettivo. Finanziando la campagna per il No si è infatti tentato di cementificare e rafforzare il potere dei privati dentro Acea.
Nel metodo perché, a quanto si legge, la decisione è stata presa dai vertici aziendali senza informare né il Consiglio di Amministrazione né il più grande azionista di Acea, il Comune di Roma. L’ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’inesistenza del controllo pubblico nella più grande azienda di servizi della capitale.

Il Coordinamento Romano Acqua Pubblica chiede ai vertici di Acea di chiarire immediatamente questa torbida vicenda e al Comune di Roma di pretendere spiegazioni per un comportamento che, se confermato, non può in alcun modo essere giustificato.

I cittadini italiani e quelli romani, lo scorso 12 e 13 giugno, si sono chiaramente espressi contro la privatizzazione del servizio idrico e per la sua completa ripubblicizzazione, una richiesta che non può più essere elusa anche alla luce di questa sconcertante vicenda.

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