Abusi edilizi, corruzione e tangenti. Arrestato Formigli, 24 indagati: tra di loro Barbaro (Pd)

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La principale ipotesi di reato è di associazione a delinquere finalizzata ad abusi edilizi. Tra gli arrestati l’ex capogruppo Pd a Palazzo Vecchio Alberto Formigli

Alberto Formigli,    del Partito Democratico
Alberto Formigli, del Partito Democratico

Un terremoto. In parte annunciato, in parte no, che si abbatte sulla vecchia amministrazione comunale di Firenze e che al centro dell’inchiesta vede Quadra, società di progettazione legata al Comune. Società privata che, per la procura, aveva imposto nel tempo un monopolio dell’edilizia grazie alla complicità di dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune di Firenze e ai buoni uffici di due esponenti del Pd in consiglio comunale. Questo, per i magistrati, sarebbe il ruolo raggiunto dalla società di progettazione Quadra al centro dell’inchiesta che ha portato a sette arresti, uno in carcere, gli altri ai domiciliari per un totale di 24. Tra i destinatari dei provvedimenti di custodia agli arresti domiciliari ci sono i soci di Quadra, l’ex presidente dell’ordine degli architetti di Firenze Riccardo Bartoloni e il geometra Alberto Vinattieri, già dipendente part-time del Comune. Agli arresti domiciliari anche Alberto Formigli, ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale e già presidente della commissione urbanistica: era stato uno dei fondatori di Quadra, poi uscendone ufficialmente.

«FORMIGLI, SOCIO OCCULTO» – Per la procura però Formigli sarebbe rimasto come socio occulto e garante all’interno del Comune del buon esito di pratiche edilizie della stessa società e di altri privati. «Quadra costituiva un concreto monopolio. Andare dalla società Quadra significava ottenere i permessi che si volevano», hanno affermato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi e i pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio commentando in una conferenza stampa l’inchiesta, denominata «Le mani sulla città». Secondo gli inquirenti Quadra contava su due capisaldi all’interno del Comune. In sede amministrativa, hanno spiegato i magistrati, il geometra Bruno Ciolli, capo dell’ufficio edilizia privata, anche lui ora ai domiciliari, avrebbe garantito insieme al vice Giovanni Benedetti, finito oggi in carcere, pieno appoggio alle pratiche di Quadra e controllo sulle pratiche di altri privati. Con loro, due imprenditori, Francesco Bini e Marco Perugi.

Anton Giulio Barbaro (a destra), sempre del Pd
Anton Giulio Barbaro (a destra), sempre del Pd

IL RUOLO DELLA COMMISSIONE URBANISTICA – In sede politica, invece, sarebbero stati Formigli e il suo successore alla presidenza della commissione urbanistica di Palazzo Vecchio, Anton Giulio Barbaro (Pd), ad attivarsi su varianti al piano regolatore o derogare a regolamenti comunali influenzando delibere consiliari e atti di commissione. Barbaro è tra i 24 indagati; per lui la procura aveva chiesta una misura interdittiva ma il gip ha ritenuto che non fosse necessaria in ragione della sua uscita dalla pubblica amministrazione con le ultime elezioni comunali. Secondo la procura «per tutti questi soggetti era in piedi un accordo illecito generale con un preoccupante fenomeno di collusione tra pubblci ufficiali corrotti e privati corruttori. Formigli assommava in sè un ruolo istituzionale e un ruolo di soggetto privato interessato per propri fini imprenditoriali ed economici».

LE INTERCETTAZIONI E L’INCHIESTA – «Siamo i più forti del mondo» fu una frase pronunciata dopo l’approvazione di una pratica “difficile”; «Non si muove foglia che il capogruppo non voglia» quella ascoltata quando altre pratiche venivano condizionate. E ancora: «Siamo più fedeli tra noi che con le mogli». Queste alcune frasi emerse da intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nelle indagini. Formigli, finito agli arresti domiciliari, si dimise poi dall’incarico di capogruppo il 3 dicembre scorso proprio in seguito alle polemiche su un presunto conflitto di interessi tra il suo ruolo di politico e quello di fondatore ed ex socio di Quadra. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze, ha portato a sette arresti, uno in carcere, gli altri ai domiciliari, e a indagare in totale 24 persone. Coinvolti imprenditori, liberi professionisti e dipendenti del Comune di Firenze. Le intercettazioni, hanno reso noto i pm Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione, mostrano che i soci di Quadra frequentavano giornalmente l’ufficio edilizia privata del Comune di Firenze dove si confrontavano con i responsabili, i geometri Bruno Ciolli e Giovanni Benedetti, su tutte le richieste di permessi pervenute all’ufficio. In un’intercettazione ambientale resa nota in conferenza stampa dal pm Mione l’ex presidente dell’ordine degli architetti di Firenze Bartoloni detta alcune modifiche per far approvare un progetto: a scrivere sotto dettatura, nel suo stesso ufficio, è il geometra Benedetti; poi Ciolli firmerà la pratica come capo ufficio.

FALSIFICAZIONE DELLE TAVOLE DI PROGETTI – In altre intercettazioni ambientali, ottenute con microcamere, si vede Bartoloni che lavora al computer di Benedetti; in un’altra, il geometra Alberto Vinattieri, già dipendente part-time del Comune e socio di Quadra, viene visto normalmente lavorare al tavolo di Benedetti. Grazie alle intercettazioni sarebbe stata riscontrata anche la falsificazione delle tavole di progetti. Il sodalizio tra gli indagati viene evidenziato dalla procura anche rispetto ad abituali scambi di badge per giustificare assenze. Una, sempre riferita dai pm, anche clamorosa: Ciolli fa una vacanza a New York ma avrebbe giustificato l’assenza dicendo di dover accudire la madre ammalata. Tra gli indagati figura, proprio per aver timbrato al posto di Ciolli il suo cartellino, una dipendente comunale.

LE DITTE «AMICHE» – Quadra, secondo la procura, aveva corsie preferenziali nell’ottenimento delle autorizzazioni comunali per sè e a favore di ditte «amiche». Sono una decina le società di costruzioni coinvolte nell’inchiesta. Secondo quanto emerge i geometri comunali Ciolli e Benedetti, trattando con una di queste, avrebbero ottenuto guadagni illeciti poi dirottati su propri investimenti in Ucraina. «Gli indagati – hanno ancora spiegato i pm Mione e De Gregorio – erano a piena e continua disposizione di imprenditori e professionisti per agevolare e gestire le pratiche edilizie». «Tra loro Formigli – hanno ancora detto – è stato abilissimo ad interpretare il duplice ruolo di consigliere comunale e di socio occulto di Quadra, mentre Barbaro era stato messo a capo della commissione urbanistica per attuare le intenzioni di Quadra». I pm hanno parlato di «meccanismo di solidarietà in atto da anni» tra i principali indagati dell’inchiesta, che riguarda 21 interventi edilizi a Firenze.

«CORROSIONE DEL RISPETTO DELL’ETICA PUBBLICA» – «A parte la corruzione, che è il titolo giuridico – ha commentato il procuratore Quattrocchi – siamo davanti a una corrosione del rispetto dell’etica pubblica e della civitas, un rispetto che deve funzionare per tutti come orientamento nella vita della comunità». Oltre ai sette arrestati, ci sono 17 denunciati mentre 21 sono state le perquisizioni eseguite oggi. Tre dipendenti comunali, non arrestati, sono stati sospesi dall’esercizio del loro pubblico ufficio. I reati contestati nell’inchiesta sono, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, truffa aggravata, falso ideologico. Sotto esame 21 interventi edilizi, fra cui il complesso ex Lavazza di piazza Dalmazia. In questo edificio di nuova costruzione, hanno detto i pm, la figlia di Ciolli ha ottenuto un appartamento con un forte sconto. Inoltre, rispetto all’ipotesi di truffa aggravata il pm Mione ha detto che si riferisce ad un intervento per appartamenti in edilizia agevolata in via di Scandicci nell’ambito del progetto «20 mila alloggi in città». I lavori, ha spiegato il pm, si sarebbero svolti senza rispetto della normativa sulle barriere architettoniche, di quella antincendio e senza usare materiali di bioedilizia. Gli atti relativi sono stati già inviati alla Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali.

[Fonte Corriere Fiorentino]

0 Comments

  1. fire

    Che la magistratura faccia serenamente il suo lavoro, nel frattempo non si può non sottilineare che era piuttosto evidente che qualche problema, quantomeno di conflitto d’interessi, ci fosse, e ricordare che tutta l’ex maggioranza compattissima non ha fatto mai mancare la propria solidarietà al Capogruppo Formigli&Co.
    E non mi si venga a dire, “ma lui si è dimesso”…vorrei anche vedere, “non l’hanno ricandidato”, ci mancava anche questa….(anche se hanno ricandidato di ben peggio). La pietra di paragone non può continuare ad essere Berlusconi e non basta essere un po’ “meno peggio”, anche perchè non è che ci voglia molto….

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  2. Massimo Bani

    Penso che l’insieme del gruppo Domenici sia stato uno degli esempi peggiori di governo di una città. Purtroppo credo che se l’ex sindaco avesse avuto a disposizione un altro mandato sarebbe stato comunque ripresentato ed eletto, tanto era compatto e omertoso questa cricca di furbi. Per fortuna la città è sopravvissuta loro.

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