Abiti alle Piagge? No? E allora che vuoi?

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Gli automobilisti che nei giorni scorsi transitavano in Oltrarno si sono convinti che c’è qualcosa di strano. Per più di una settimana viale Sanzio è stato chiuso per lavori. Così i veicoli che giungevano in città da sud(poniamo dall’A1, uscita Certosa) sono stati dirottati in via Zanella e da lì in via dell’Anconella e la seguente della Fonderia, sino al ponte alla Vittoria. Il risultato era che, spesso più volte al giorno, l’ingorgo iniziava da porta Romana a causa dello stretto percorso veicolare a corsia singola, in cui non era stata nemmeno interdetta temporaneamente la sosta. Sicuramente i molti in attesa al volante avranno immaginato che ci sarebbe stata un’alternativa. Per esempio si sarebbe potuto indirizzare gli arrivi a Firenze lungo un percorso completamente a doppia corsia: dal viale Ariosto lungo le mura di Santa Rosa, sino al ponte Vespucci e da lì, sul lungarno, oppure in via Curtatone per arrivare ai viali di circonvallazione via il Prato. Ma questa possibilità non è stata nemmeno sperimentata. E il bel ponte Vespucci [nella foto di U. T.] è rimasto tranquillo e sgombro dalle auto, mentre a poche centinaia di metri, in piazza Gaddi si impazziva nel caos.
Perché? Non è l’unico esempio di misteriosa gestione della viabilità fiorentina. Dovete andare dal centro a campo di Marte? Buona fortuna! Eppure potrebbe essere facile: immaginate se in fondo a viale Mazzini ci fosse un sottopassaggio per scavalcare la stazione ferroviaria fino a viale Fanti. Bello vero? Alla fine degli anni ’80, poco prima dei campionati mondiali di calcio, parve che fossero già pronti i fondi di Italia 90 per realizzare l’opera con una procedura amministrativa agevolata. Ma il pregetto fu accantonato considerando ci fossero altre priorità. Peccato che anche di recente, nelle trattative tra Comune di Firenze e TAV, non sia stato particolarmente affrontato il problema della strozzatura della mobilità generata tradizionalmente a Firenze dalla linea ferroviaria. Molte zone urbane ne subiscono le conseguenze da decenni in termini di traffico e qualità della vita, altre di conseguenza se ne avvantaggiano. A fronte di piazza delle Cure, o la zona del Parterre al collasso, ecco altre aree decisamente al riparo dai flussi. Eppure sarebbe pratico, ad esempio, indirizzare le vetture in arrivo dalla via Bolognese in viale XX Settembre, direzione Fortezza da Basso, invertendo l’attuale percorso anche per il viale Milton, consentendo cioè di procedervi in direzione nord, per immettersi più agevolmente per le vie collinari. Ma non è così. Le auto si affolano sul crocevia di piazza della Libertà, mentre nella zona di piazza della Vittoria prospera il mercato immobiliare, avvantaggiato indiscutibilmente dal fatto di essere un’enclave circondata, ma quasi immune dal traffico: tanto che qualche anno fa un comitato spontaneo riuscì a respingere in un batter d’occhio il progetto di realizzare un parcheggio sotterraneo in piazza della Vittoria.
La conclusione è proprio questa. C’è una singolare coincidenza che lega i quartieri Vespucci, Mazzini e Vittoria: per meglio dire, il valore delle rendite immobiliari è inversamente proporzionale ai transiti veicolari nell’area. Se le auto potessero fluirvi liberamente è immaginabile che i prezzi di mercato degli immobili scenderebbero rispetto ai livelli attuali, tra i più elevati del paese. Allora, infine, una scommessa. Applicando la stessa logica al futuro urbanistico della città è immaginabile una novità nella zona nord da qui a 10 anni. La grande operazione immobiliare che impegna l’area di Novoli (area Fiat, Carapelli, ex manifatture Tabacchi) è fatta anche di edifici ad uso residenziale e commerciale. Possibile che un investimento edile di tal dimensione possa tollerare gli attuali flussi di traffico? Infatti c’è pronto un progetto di riorganizzazione della viabilità di area. Per dirigerci, o arrivare da Peretola le arterie attuali (via Baracca, via di Novoli, viale Guidoni) verrano sostituite da una nuova direttrice a quattro corsie. Dove? C’è il percorso già pronto, anche se invisibile ai più. Dalla stazione Leopolda a Via Pistoiese l’area ferroviaria dismessa non attende altro che di essere ‘sfruttata’ a dovere, con buona pace dei quartieri a ridosso. Qualcuno andrà a stare meglio, altri non avranno l’inferno. Certo si potrebbe affermare: ‘Ma come, un altro attrattore di traffico sulla zona delle Piagge, già pesantemente martoriata?’ ‘Ma che ti importa a te? – sentiremmo rispoderci – Abiti alle Piagge? No? E allora che vuoi?!’.
[Nicola Novelli da http://www.nove.firenze.it]

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