A rullare c’è sempre tempo

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Per la pista di rullaggio era tutto pronto. Approvata la variante al Piano Urbanistico e ottenuta da Roma l’autorizzazione della Commissione di Valutazione di Impatto ambientale, l’aeroporto di Peretola si prestava ad accogliere una nuova pista, più sicuro secondo i sostenitori.
Invece con una mossa a sorpresa l’assessore al’urbanistica Gianni Biagi ha escluso la nuova pista dalla variante al Piano Urbanistico di Castello e ne ha rimandato l’esecuzione alla prossima legislatura.
Solo tre mesi fa la bretella di rullaggio sembrava una condizione inderogabile per la messa in sicurezza dell’aeroporto. Questa infatti avrebbe permesso agli aerei un più ampio spazio di manovra e facilitato il decollo, ma avrebbe anche liberato la pista e favorito quindi l’aumento dei voli. I comitati cittadini e alcune forze politiche avevano tentato di impedirlo, ma sembrava che non ci fosse niente da fare: l’Amerigo Vespucci doveva diventare un aeroporto degno di questo nome e soprattutto di Firenze, meta di turisti facoltosi e di uomini e donne d’affari, che devono arrivare in fretta e senza intoppi in città.
Il tutto senza considerare i rumorosi effetti collaterali sui cittadini dei quartieri circostanti, ancora una volta inascoltati. Ma il 22 marzo il Consiglio Comunale ha votato a larga maggioranza l’emendamento dell’assessore Biagi e i quartieri delle Piagge, Peretola, Quaracchi e Brozzi possono tirare un sospiro di sollievo: la pista di rullaggio, almeno per ora, non si fa.
La questione non è certo chiusa: si tratta solo di un rinvio. L’emendamento infatti rende più generica la parte relativa all’ampliamento dello scalo. Mentre prima si prevedeva un’area di circa due ettari e mezzo “da porre a disposizione per l’ampliamento dell’Aeroporto onde consentire la realizzazione della pista di rullaggio”, adesso quella stessa fascia di terreno viene destinata ad “attrezzature pubbliche di interesse generale la cui funzione sarà stabilita con successivi specifici provvedimenti dell’Amministrazione Comunale”. Come dire, qualcosa si farà in quell’area, ma non è detto che si tratti di una pista di rullaggio. A meno che i futuri assessori e consiglieri non la considerino una struttura di interesse generale.
La speranza è che si tratti di un risveglio di coscienza: gli amministratori hanno preso atto di un’esigenza diffusa tra la cittadinanza, il Comune ha recepito le istanze dal basso che gli sono state presentate e quei due ettari e mezzo in futuro accoglieranno un bene collettivo. In tal caso, festeggiamo questa piccola vittoria senza far caso al calendario, che malizioso ci ricorda che alle elezioni mancano solo due mesi…

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