15 dicembre 2018

A ciascuno il suo campo

image_pdfimage_print

Il campo di lavoro è un’alternativa alla vacanza, ma non una vacanza alternativa. Questo motto, vagamente scoraggiante per chi cerca nei campi estivi un modo per divertirsi, fare qualcosa di utile e spendere poco, si legge sul sito di IBO, una delle organizzazioni più attive su questo fronte. Altre associazioni, come il WWF con i suoi “campi avventura” o le “vacanze natura”, fanno pensare a gite più spensierate. In effetti, una breve navigazione in Internet è sufficiente per rendersi conto della quantità di offerte che ci sono, con tipologie che spaziano in lungo e in largo, dal lavoro manuale pesante all’osservazione delle bolle di aria nelle grotte subacquee. Difficile non trovare qualcosa che risponda ai propri interessi, per quanto particolari, ma difficile soprattutto orientarsi nella marea delle possibilità. Ecco allora qualche minimo comune denominatore e qualche suggerimento per ulteriori ricerche, naturalmente senza nessuna pretesa di esaustività. Durante un campo di lavoro, un gruppo di 10-20 persone si presta, per un periodo di una o più settimane, ad attività utili dal punto di vista ambientale e sociale, alloggiando in sistemazioni il più delle volte spartane, condividendo con gli altri partecipanti i lavori di pulizia e cucina. Le attività più classiche riguardano l’ambiente (manutenzione dei sentieri, salvaguardia delle spiagge), l’animazione per bambini, anziani, disabili, lavori di costruzione o ristrutturazione, ricerca archeologica. Non mancano proposte più particolari. Legambiente, ad esempio, oltre ai campi italiani ed internazionali, con attività legate in gran parte all’ambiente, organizza corsi di danza in cerchio, stage di meditazione, corsi di erboristeria, ceramica, shiatsu, danza del ventre. Qualche altro esempio: con il WWF si può fare trekking, imparare ad andare in barca a vela o a cavallo; con Oikos si può andare in Corea e costruire le lanterne per festeggiare la nascita di Buddha; con la Lipu si aiutano gli operatori nello svezzamento dei pulcini; i campi di Mani Tese sono specializzati nel recupero e riciclaggio di oggetti e materiali usati; con Lunaria, si insegnano ai bambini armeni i canti e le danze popolari dei propri paesi e si imparano le loro tradizioni. I costi variano a seconda del tipo di campo scelto; alcune organizzazioni richiedono solo un contributo di 30-40 euro a copertura delle spese assicurative, in altri casi i costi oscillano tra i 200 e i 300 euro.
Indirizzi utili: www.iboitalia.org, www.lunaria.org, www.oikos.org, www.legambiente.it, www.wwf.it, www.manitese.it, www.sci-italia.it, www.lipu.it.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *