A scuola non c'è posto per tutti. Alle Piagge otto ragazzi restano fuori

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dal blog di Cantieri Solidali 
http://cantierisolidali.blogspot.com/

È di qualche giorno fa la notizia di otto ragazzi in lista d’attesa per entrare alla scuola Paolo Uccello, scuola media dell’Istituto comprensivo Gandhi. Otto ragazzi che al suono della prima campanella dell’anno scolastico sono dovuti rimanere fuori, perché per loro non c’è posto. Le classi hanno raggiunto e quasi superato il numero massimo di capienza, non perché ci sia stato un particolare boom delle nascite o di nuovi arrivi nel quartiere, ma più semplicemente perché, grazie alla riforma e ai tagli voluti dal ministro Gelmini, non è più possibile attivare nuove sezioni e già ben prima dell’inizio dell’anno scolastico le classi devono partire “al completo”, ovvero senza possibilità di accogliere in corso d’anno nuovi iscritti. Che cosa succederà quindi se domani una famiglia si trasferisce da un altro quartiere al nostro, magari in seguito all’assegnazione di una casa popolare? Cosa succede se una famiglia straniera riesce, magari dopo mesi di peripezie burocratiche, a portare i propri figli in Italia a scuola iniziata? Succederà quello che è successo a questi otto ragazzi, che fortunatamente in questi giorni (grazie alla collaborazione fra Presidi) hanno trovato posto in un’altra scuola, la media Poliziano nel viale Morgagni. Il Comune si sta organizzando per cercare di garantire a queste famiglie almeno il servizio di trasporto con un pulmino, con quel che comporta (non solo in termini economici) far frequentare a un ragazzo di 11-13 anni il principale luogo di socializzazione in una zona così lontana da casa. Nel frattempo arrivano altre richieste che i Presidi cercano di gestire e smistare in una situazione di continua emergenza, con risorse sempre più ridotte e con i posti disponibili in rapido esaurimento. Il problema quindi non è risolto, tutt’altro: cosa accadrà quando anche tutte le altre scuole del quartiere avranno esaurito i posti disponibili? Si costringeranno le famiglie a tenere i propri figli a casa, violando la legge sull’obbligo scolastico? Le istituzioni preposte dovrebbero iniziare a prendere in seria considerazione questa situazione, organizzando tavoli di confronto permanente con i Presidi, studiando alternative e possibili deroghe per zone con particolare afflusso di richieste come la nostra, e dando risposte a chi ha già denunciato una situazione emergenziale destinata al collasso.

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