A novembre torna il Social Forum. Lo slogan è "Firenze 10+10", per guardare al futuro

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Il Forum del 2002: da Carlo Giuliani alla giustizia globale

A Firenze torna il Forum Sociale Europeo. L’Altracittà aveva anticipato la notizia di chi vuole istituzioni politiche più forti delle banche, che circola da settimane in rete. E a novembre ci sarà una tappa fiorentina. A dieci anni esatti dal Social forum Europeo che nel 2002 fece arrivare l’immagine della nostra città in tutto il mondo con un milione di manifestanti contro la guerra in Iraq, c’è chi ritornerà alla Fortezza da Basso con lo spirito di pensare, immaginare, costruire un’altra Europa. Se è ancora possibile.

Non una operazione «nostalgia», però, ci tengono a dire i promotori che da tempo si ritrovano, a Firenze ma anche un po’ a giro per tutto il continente, per mettere in piedi la manifestazione. Lo slogan sarà «Firenze10+10»: non un anniversario, ma un luogo comune dove far lavorare insieme le «reti» di movimenti, sindacati, realtà per costruire una nuova agenda per i prossimi 10 anni, a dieci anni dal Social forum.

«Un appuntamento con cui rimettere insieme legami, riflessioni e azioni intorno alla costruzione di un’Europa sociale e dei beni comuni, come risposta alla crisi economica, sociale e ambientale in cui siamo immersi» si legge nell’appello lanciato da Firenze. Che è già stato presentato in diverse occasioni, a partire dall’ultimo incontro a Bruxelles «Europe in Crisis» organizzato dal Transnational Institute e dal Corporate European Observatory.

«10+10» si terrà dal primo al 4 novembre. Il luogo è quello che ospitò i centomila partecipanti ai workshop, ai laboratori, ai seminari di quei giorni: la Fortezza. C’è già stato un incontro con rappresentati di Regione, Comune e Provincia che, come soci di Firenze Fiera, proprio dal 2002 possono destinare quello spazio a iniziative senza scopo di lucro e legate allo sviluppo sostenibile, ai diritti, al sociale.

Non sarà, ne sono consapevoli anche gli organizzatori, un appuntamento della stessa portata: l’Europa è cambiata anche per loro. Realtà meno strutturate (e forti) si sono trasformate spesso in «reti», concentrate su obiettivi specifici. Ma fa un certo effetto pensare che molte delle proposte lanciate in quel lontano 2002 a Firenze, dalla «Tobin tax» sulle transazioni finanziarie a nuove regole per la «finanza creativa» e malata, fino alla battaglia per l’acqua pubblica, sono ora in «agenda» della politica e delle istituzioni.

A Firenze arriverà la Rete dei movimenti per l’acqua pubblica, sigle poco note in Italia come Solidar. Certo, ci sono realtà che c’erano anche allora, come Attac (l’associazione francese che per prima lanciò la contestazione all’economia fatta solo di finanza e sosteneva la Tobin tax). E forse l’Alter Summit, la Ces (confederazione dei sindacati europei, dove c’è dentro anche l’italiana Cgil o la francese Cgt).

«Cambieremo le forme rispetto al 2002: l’obiettivo è costruire uno spazio comune per affermare i diritti sociali, un’Europa fatta non solo di austerità: trovando obiettivi condivisi e lavorando insieme in tutta l’Unione» spiegano da «10+10». A partire dal nuovo strumento lanciato dalla Commissione europea: l’Ice, (iniziativa di cittadini europei), una sorta di «referendum propositivo» che obbliga la Commissione a rispondere alle richieste di almeno un milione di cittadini in 7 Paesi.

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