19 dicembre 2018

Sgomberi a Campanara, non piace il recupero biologico della montagna?

image_pdfimage_print

Riceviamo dall’Associazione Nascere Liberi e volentieri pubblichiamo

Con uno spiegamento di forze senza precedenti per un problema tutto sommato piccolo sono state sgombrate le case rurali occupate da decenni a Campanara e alle Pogge da persone che hanno effettuato la manutenzione degli edifici evitandone il crollo e la perdita, che hanno realizzato orti con modalità biologiche e orti sinergici, che allevano capre e pecore, che raccolgono erbe officinali.

Più di cento agenti tra polizia, carabinieri, forestale, vigili urbani, funzionari della Digos e della Comunità Montana; con camionette, fuoristrada, escavatori, carpentieri, muratori, elicotteri uno dei quali ha girato per buona parte della giornata sopra la valle di Campanara.

Bruciando in un giorno molte migliaia di euro prelevati dalle tasche dei cittadini, per mostrare i muscoli del potere alle capre e ai boschi di Campanara.

Una sceneggiata stupida prima ancora che insopportabile. Si è così data attuazione all’ ordinanza di sgombero che la sindaca Paola Cavini del centro destra (“trombata” dagli elettori nelle elezioni della scorsa settimana in favore di un candidato sindaco espresso da una lista unitaria di centro sinistra) aveva emesso il 24 aprile 2009. Una ordinanza di sgombero alquanto pretestuosa e con fragranza di illegittimità. Non si è aspettato nemmeno la scadenza dei tempi per il ricorso al Tar o al presidente della Repubblica per motivi di legittimità, fissati nell’ordinanza.

Un ricorso che l’ “Associazione Nascere Liberi per la rinascita di Campanara e dell’alta valle del Senio” sta preparando con gli avvocati. Del blitz non è stata avvisata nemmeno la Regione Toscana, proprietaria degli immobili (demanio regionale).

Sono state sgombrate e chiuse cinque case rurali : Isola, Vallibona, la Villa, >>il Casone, il Villetto. Per tutta la giornata alcuni degli abitanti di due di questi edifici – Casone e Villetto – sono saliti sul tetto per esercitare il diritto di resistenza passiva e nonviolenta. Al tramonto, scesi gli abitanti dal tetto, carabinieri, polizia e tutti gli altri se ne sono andati. Le case sono state chiuse con lucchetti. non ci sono sigilli dell’ autorità giudiziaria.

La lotta continua: molte realtà rurali, centri sociali, amiche e amici sono saliti ieri a Campanara e molte/i ne saliranno sabato e domenica per un presidio pacifico e fattivo delle terre. L’Associazione presenterà il ricorso.

L’Associazione Nascere Liberi, che ha presentato un progetto di uso degli edifici e del territorio (difesa della biodiversità, autosussistenza agricola e di piccolo allevamento, autorecupero con tecniche bioedili, ripopolamento della montagna, raccolta di erbe, presidio sanitario di medicina naturale) fin dal lontano 2004, chiede ora alla Regione Toscana di passare ai fatti: la concessione diretta o il bando. L’ostacolo degli occupanti ora non c’è più!

Noi resteremo sulla montagna per difendere il territorio dalle vendite/privatizzazioni, dalle rendite e da usi impropri e per difendere la nostra voglia di costruire modalità di vita non subalterne al mercato.

Associazione Nascere Liberi

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *