99 volte in Turchia. Il digiuno fino alla morte

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Ha fatto tappa anche a Firenze la marcia organizzata dal Tayad Komite, l’associazione di solidarietà con i familiari dei detenuti politici nelle carceri turche. Una delegazione di una ventina di persone è partita lo scorso 18 novembre da Bruxelles per giungere al confine greco-turco, facendo sosta in diverse città della Francia, Svizzera, Italia e Grecia dove sono in programma una serie di incontri a scopo informativo e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, come quello che si è svolto al CPA lo scorso 21 novembre.
Il “Digiuno fino alla morte”, forma di resistenza estrema dei detenuti attuata con il digiuno a oltranza, è cominciato in Turchia due anni fa, in risposta all’assalto operato dal governo turco in venti carceri al fine di reprimere la protesta in atto contro l’introduzione delle celle di isolamento, chiamate anche prigioni di tipo F. Tale assalto costò la vita a 28 detenuti, mentre furono centinaia i feriti.
Ad oggi, sono invece ben 99 i decessi avvenuti in conseguenza dello sciopero della fame, portato avanti non soltanto da decine di detenuti, ma anche da diversi familiari e amici in segno di solidarietà dall’esterno. Inoltre, almeno 500 prigionieri presentano disturbi gravissimi alla memoria e altre sindromi molto serie causate dal regime di isolamento che mira ad annientare la personalità e la dignità della persona. Infatti, come illustrato anche da alcune immagini dei video proiettati nel corso della serata, prima dell’introduzione delle prigioni F, il sistema penitenziario turco era caratterizzato da carceri collettive che mantenevano la socialità dei detenuti e preservavano la loro identità politica.
Per spezzare la politica dell’isolamento attuata dal governo anche attraverso il completo oscuramento mediatico della lotta dei detenuti e dello sciopero della fame, i delegati del Tayad Komite hanno deciso di attraversare l’Europa. E’ gravissimo infatti che l’Unione europea si sia astenuta finora dal prendere posizione su una questione così direttamente connessa alla tutela dei diritti umani di uno dei paesi candidati all’adesione, avallando di fatto la politica antidemocratica del governo turco.

Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.noisolation.de

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