19 novembre 2018

"Le salme di Lampedusa siano restituite alle famiglie". Lo chiede al Governo la Comunità delle Piagge

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il laboratorio politico della Comunità, ha organizzato un incontro con un medico che ha lavorato a Lampedusa nei giorni del disastro.

All’incontro, organizzato al Centro sociale Il Pozzo, hanno preso parte tanti eritrei, colpiti al cuore dal lutto ma anche increduli rispetto al fatto che, dopo più di due mesi dall’evento, niente sia stato fatto per rimpatriare i corpi dei loro connazionali in Eritrea. “Dalle loro voci abbiamo appreso – è scritto nella lettera – non solo che vi è stato l’interessamento diretto del Governo eritreo presso il Governo italiano ma anche che lo stesso Governo eritreo ha stanziato delle somme per facilitare il rimpatrio e rispondere così alle richieste dei familiari che desiderano dare ai propri cari una degna sepoltura, secondo riti ed usanze del loro paese”.

Al momento alla Comunità delle Piagge “non risulta che questo rimpatrio sia avvenuto mentre sappiamo che è stata data sepoltura alle vittime della tragedia nei cimiteri dell’agrigentino, dunque in territorio italiano, e, avendo appreso che la Prefettura di Agrigento ha dichiarato che la riesumazione è sempre possibile, chiediamo che si dia luogo immediatamente al rimpatrio delle salme o, qualora sussistano fatti che rendono impossibile tale rimpatrio, che vengano fornite le dovute spiegazioni”.

logo cantieri ridLa Comunità di Base delle Piagge mette l’accoglienza ai migranti da sempre al centro del suo impegno sociale sul territorio. “Avendo fatto di quest’ultima una scelta di vita, ci è capitato molto spesso di camminare accanto a chi bussa alle nostre frontiere per cercare un avvenire migliore o per sfuggire alle ingiustizie cui sarebbe sottoposto nel paese d’origine. Alle Piagge lo straniero è di casa, si appoggia, abita, cerca di riprendere in mano la propria vita, si racconta”, è spiegato nella lettera ai tre ministri esponenti del Governo Letta.

“Per questo, quando abbiamo appreso della strage di Lampedusa siamo sprofondati nell’angoscia e nella tristezza per una tragedia di così vaste proporzioni. Come Comunità che cammina da sempre accanto agli ultimi – si conclude nella lettera – siamo convinti che la restituzione dei corpi sia un preciso dovere del nostro Stato nonché, ormai, unico possibile atto di rispetto e di conforto verso quelle famiglie che hanno perso così tragicamente i propri cari”.

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