Ataf: comportamento e trasparenza, i Cobas tornano alla grande

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Riceviamo dai 34% dei lavoratori di Ataf Gestioni s.r.l. (684 votanti su 1115), si è ricostituita la Rappresentanza Sindacale Unitaria che, dopo le pretestuose dimissioni dei 9 delegati di CGIL-CISL-UIL-FAISA, era stata fatta decadere al fine di escluderci dalle trattative nonostante la nostra rappresentatività con 200 iscritti.

Una rappresentanza sindacale unitaria composta da soli delegati Cobas (12 delegati con 508 voti di lista) e delegati Sul (3 delegati con 134 voti di lista) in quanto le altre OOSS hanno disertato le elezioni. I lavoratori che ormai da anni apprezzano di noi l’operato e la trasparenza, hanno di fatto sconfessato con questo voto, il comportamento dei “sindacati di mestiere”. La loro inutile ricerca di modi per delegittimare queste votazioni è iniziato con il rifiuto di presentare le proprie liste sperando nel non raggiungimento del quorum (50%+1), per poi proseguire con inviti (telefonici, sms e volantini) a disertare le urne.

I lavoratori, dopo la cappa di silenzio scesa durante la nostra “cacciata” dalle trattative, hanno compreso quanto sia fondamentale conoscere, sapere, informarsi e partecipare, per capire quale futuro ci aspetta e tentare di intralciare un destino che già sembra segnato. Il tentativo vano, durato solo tre mesi, di impedirci di essere presenti al momento delle trattative più importanti, che stavolta, preannunciano la fine di ATAF e il conseguente spacchettamento dei settori produttivi, non ha tenuto conto della volontà dei nostri colleghi di lavoro, che fin dalle inspiegabili dimissioni hanno compreso da che parte stare, riconoscendoci il diritto-dovere di rappresentarli. La nostra presenza nelle trattative potrà anche non essere ritenuta indispensabile, ma crediamo che lavorare non significhi solo ricevere uno stipendio bensì dare un senso al lavoro che facciamo, pretendendo dignità e rispetto.

Un grazie a tutti i 684 lavoratori che con il loro voto hanno manifestato fiducia nei nostri confronti.

0 Comments

  1. Renzo Sartini

    Vorrei fare presente che le “pretestuose dimissioni” di cui parla l’articolo, non sono affatto state pretestuose, ma dovute alle offese gravi e ripetute fatte da un delegato Cobas, signor Claudio Pizzuto, il quale ha offeso pesantemente, al limite della querela legale con due volantini i delegati Rsu delle altre organizzazioni. Per questo gli era stato richiesto le scuse, che non ha ritenuto di dare. Anche alla sua organizzazione, era stato richiesto di prendere le distanze da questo brutto capitolo sindacale, mai accaduto fino a oggi in azienda, ma anche i responsabili dei Cobas, non hanno ritenuto di accettare. Da qui la caduta della RSu. Si può accettare tutto ma non le offese gravi, come ci sono state in questo caso. Siamo pronti, a pubblicare i due volantini esplicativi, nel caso ci fossero dei dubbi. Comunque la Rsu precedente è stata fatta dimissionare a soli tre mesi circa della scadenza del suo mandato, tanto per chiarire. Vorrei sapere chi li ha cacciati dalle trattative; hanno una Rsa aziendale e nulla impediva loro di partecipare alle trattative con l’azienda se lo desideravano. In quanto alla speranza delle organizzazioni sindacali, faccio presente che il quorum da parte nostra era dato per scontatissimo e nessuno sperava niente di che, tanto che le loro elezioni si sono svolte nel miglior e più corretto comportamento da parte nostra. Smettiamola di scrivere castronerie e di inventarsi le favole ad uso e costume di chi legge per pura e semplice propaganda sindacale.

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  2. Renzo Sartini

    Vorrei inoltre far notare che la mancata partecipazione delle OOSS Confederali oltre alla Faisa e all’UgL aziendali all’ultima elezione della Rsu indetta dal Sindacato Cobas e dall’SUL, è stata motivata dalla nostra richiesta, non accettata dal sindacato Cobas e a loro illustrata ampiamente in due incontri presso la Cisl di via Cittadella, presenti tutte le segreterie territoriali e regionali, con la richiesta di stilare una norma di comportamento che valesse per tutti. In parole povere avevamo chiesto ai Cobas che, una volta decisa dalla Rsu un linea politica sindacale, questa fosse rispettata da tutti, e nessuno, una volta presa la decisione di sostenerla, gli voltasse le spalle, sparando alle spalle e rinnegando le scelte della maggioranza delle Rsu. Anche questo non è stato accettato dai Cobas. Capirete che a questo punto era impossibile partecipare ad una elezione con chi non riconosce una democrazia sindacale, basata sulla maggioranza e che solo pochi mesi ti aveva offeso pesantemente in due volantini, che sono sempre disponibili per la vostra lettura, qualora lo richiedeste. Confido nella pubblicazione di queste precisazioni almeno, per par condicio.

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  3. Emidio Carlucci

    Le offese fatte da Pizzuto nei vostri confronti esistono solo nella vostra fantasia.
    Voi scambiate le libere opinioni, tra l’altro supportate dall’evidenza dei fatti, con offese gratuite, addirittura violente, nei vostri confronti.
    Voi non siete abituati al confronto e al dissenso, ma ad ubbidire ciecamente agli ordini impartitevi dall’alto, senza nemmeno tentare di obbiettare.
    Per questo vi pare strano se uno porta avanti, con tenacia, un proprio punto di vista e un suo ideale.
    Vi pare strano se con coerenza rispetta il mandato dei lavoratori, fatto di lealtà e reciproco rispetto.
    Comunque, le “offese” erano talmente gravi che nemmeno i vostri iscritti vi hanno creduto, partecipando in massa alle elezioni senza di voi.
    Per il resto stendiamo un velo pietoso … i vostri erano solamente pretesti.
    E in ogni caso, accettare tutte le decisioni a maggioranza con voi voleva dire per noi diventare come voi. No grazie.
    Per noi conta il parere dei lavoratori, il mandato ricevuto da essi di volta in volta e sui singoli provvedimenti.
    Questa e’ la nostra democrazia e il nostro modo di fare sindacato.

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  4. Emidio Carlucci

    Ovviamente questo e’ il mio personale parere in risposta a Renzo Sartini, da esterno e come semplice iscritto Cobas.

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