Altracitta.org“Partecipa anche tu al nostro laboratorio di giornalismo dal basso, libero e indipendente”
No alla legge bavaglio“Per una stampa e una magistratura libera, contro ogni censura. No a Berlusconi”
Postato
venerdì 27 novembre 2009 e inserito in Informazione, Istituzioni totali, Legalità, Politica, Sicurezza.
Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
Stampa questo articolo solo se necessario
Ecco cosa scrive la rivista milanese Altreconomia sull’ordinanza presentata ieri dal sindaco Renzi.
Nella rinomata città di Firenze, che si candida a diventare capitale dell’efficientismo manageriale e dell’autoritarismo illiberale, accade che il sindaco dell’innovazione, il giovane Matteo Renzi, vari una
delibera che riesce a peggiorare, fino a renderla ancora più odiosa, la celebre ordinanza contro i lavavetri firmata dall’assessore Graziano Cioni nell’estate 2007.
Il giovane Renzi, reduce dalla pedonalizzazione dell’area intorno al Duomo, e deciso evidentemente a ripulire il centro storico da presenza indesiderate, ha colto il cuore della delibera di Cioni – l’idea che il fastidio di alcuni, purché fiorentini e benestanti, sia motivo sufficiente per imporre divieti che colpiscono pochi stranieri nullatenenti - per introdurre nuove misure contro mendicanti, suonatori di violino e altri disturbatori del cittadino-consumatore (più consumatore che cittadino).
Riportiamo il lancio dell’agenzia Ansa per comodità e chiarezza.
Il commento affidato all’assessore Mattei è la parte più inquietante. Si prendono di mira gruppi di persone ben precise (in sostanza rom romeni e altri poveri) e si abbassa il livello di apertura e rispetto verso le persone, in base al “buon senso”: un argomento da populisti di basso livello, che sarebbe “solo” un segno di grande arroganza, se non tradisse anche una pericolosa mentalità autoritaria, che pensa alle attese di cittadini (più consumatori che cittadini) incattiviti e ben disposti a rinunciare oggi al principio d’uguaglianza (i colpiti di oggi sono “solo” rom e poveri), domani alle garanzie di libertà. Povera Firenze.
Notizie correlate:
era l’ora. Bravo Sindaco. Di falsi poveri in giro ce ne sono fin troppi.
Povera Firenze. Davvero, questo è il commento più sentito e più sensato. e meno male che abbiamo scansato il governo Galli! Ma i puntoi esclamativi sono qui fuori luogo: ci sarebbe da piangere, altro che.
E’ triste. Triste che tutto questo venga da una persona giovane, di un partito che sarebbe all’opposizione del PDL.
E’ triste che ci si ingegni così tanto nelle partite contro i poveri. Contro i diversi. Contro chi è fuori dai ranghi.
E’ triste che Matteo Renzi a chi gli chiede (io) una parola per la triste vicenda di Don Alessandro Santoro e della sua Comunità, risponda con un secco: “Io rispetto la sua opinione, lei rispetti la mia.” Come se fossimo compagni di lavoro, due semplici cittadini. Io ho opinioni private, per quanto volte alla preziosità del consorzio umano, lui no. Lui è il Sindaco di questa città. Periferie e poveracci compresi.
E’ triste.
E’ triste veder ripulire e cercare di lucidare (specie in occasione delle imminenti feste “natalizie”) il salotto buono e buttare i rifiuti – o meglio i rifiutati – oltre i bordi del parco compra e dimentica, spendi e rintronati, festeggia il natale con la carta di credito.
E’ ancor più triste l’indifferenza che accoglie certe decisioni.
Daniela Misuri