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martedì 16 giugno 2009 e inserito in Acqua, Beni comuni, Consumo critico, Diritti, Lavoro.
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di Alessandro Zanelli
“QUELLI STUFI DI PUBLIACQUA-S.p.a. E DELL’ACQUA PRIVATIZZATA”. Questo è il nome che si sono dati su Facebook un gruppo di persone (per ora 88 iscritti), che denuncia la deriva dei servizi legati alla gestione dell’acqua pubblica secondo criteri “privatistici”. Andrea Romiti, ex letturista di contatori per conto di Publiacqua, nonché creatore del gruppo sul web, conosce bene la materia. Rimasto senza lavoro nonostante le ripetute rassicurazioni da parte della ditta appaltatrice per cui lavorava, ha deciso di “vuotare il sacco”, e di denunciare le storture di un sistema che “fa acqua” da tutte le parti. Abbiamo tutti esperienza di come sia misteriosa ed imperscrutabile la “lettura del contatore”. Non si sa mai se vengono, quando vengono, e se le cifre lette siano davvero quelle giuste. “Devi sapere che meno contatori vengono letti, più Publiacqua ci guadagna”. Questo è il dato sconcertante da cui parte Andrea per spiegare che le ditte appaltatrici non hanno nessun interesse ad organizzare il lavoro in maniera efficiente.. “tanto i 5 euro in bolletta per la lettura ci sono comunque!” Una volta saltata la lettura dell’acqua, scatta inesorabile la “lettura presunta” per le bollette successive, lettura che, stranamente, ad un controllo successivo dei metri cubi consumati, è quasi sempre più alta. L’onere della verifica del consumo effettivo spetta quindi al consumatore che, per riavere i soldi versati “alla cieca”, può tentare – ma solo nel periodo giusto (due o tre mesi prima della lettura presunta) – di comunicare il consumo alla ditta.
“Publiacqua è diventata una s.p.a. e queste sono le conseguenze dirette di una gestione che deve guardare solo al profitto”, continua Andrea. “Mentre nel paese si parlava di scuola e di ricerca, il governo Berlusconi ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 133, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Così il governo ha deciso che l’acqua non sarà più un bene pubblico”. Andrea fa alcuni esempi di malagestione del servizio, come il mistero riguardo a quali siano le ditte che lo hanno in appalto, che il più delle volte vengono da fuori Toscana, con tutti i problemi connessi di scarsa conoscenza del territorio e di trasferimento dei dipendenti; come la totale mancanza di avvisi riguardo alla data e all’orario di lettura; come l’enigma dei “mastri”, gli elenchi che vengono dati ai letturisti con le anagrafiche dei clienti da controllare e che contengono vie di paesi, borghi o località distanti fra loro diversi km; o come l’impossibilità di fare segnalazioni di guasti, perdite, illeggibilità dei contatori da parte dei letturisti. “Non abbiamo il potere di telefonare alla squadra tecnica di intervento, né di fare altre segnalazioni”, racconta Andrea, “se l’utente è assente ed il letturista ha fretta di andarsene, la perdita rimane sconosciuta per mesi e il consumo sale vertiginosamente”. Andrea ha deciso di informare personalmente i sindaci di tutti i comuni del Mugello, nel tentativo di sensibilizzarli sul tema della ripubblicizzazione del servizio.
http://www.facebook.com/home.php?#/s.php?ref=search&init=q&q=quelli%20stufi%20di%20publiacqua&sid=d79babd14ec694b261dc8a03d063d2cc
Notizie correlate:
Questa la mia lettera al Difensore Civico (non si tratta solo di Publiacqua…):
“Le segnalo una reiterata ingiustizia ai danni dei consumatori: la
Società “Acque S.p.a – Servizi idrici” con sede in via Bellatalla,1 –
Ospedaletto – 56121 Pisa – tel. 050-843111 – info@acque.net, mi continua
a mandare avvisi di mancato ricevimento dell’AUTOLETTURA DEI CONSUMI
idrici casalinghi, nonostante io sia sollecito nell’inviare la relativa
cartolina. Potrebbe trattarsi di un disservizio delle Poste, ma nella
lettera (prot. 20630/AMMI/03 del 2703/2009) non è affatto indicata la
possibilità, ED IL RELATIVO INVITO A FARLO, di inviare l’autolettura via
telefono o altro mezzo. Pertanto subisco regolarmente l’imposizione di
un consumo superiore non corrispondente al vero. La prego di
intervenire perchè la cosa non si ripeta con punitiva puntualità
maniacale. In passato ho già fatto presente il problema alla stessa
Società. Basta indicare nella cartolina di autolettura, un recapito
e-mail (o numero telefonico; o FAX) SPECIFICO e GARANTITO per
quest’incombenza.
Con molti ringraziamenti.”
Ed ENEL che addebita consumi a calcolo pur avendo installato la telelettura??????
Ho reiteratamente segnalato la faccenda dimostrando il tutto all’Autorità GARANTE,
ho scritto sul giornale. Ma nulla ho combinato, si continua indefessamente.
Pochi Euro ma se moltiplicati portano a risultati non certo favorevoli al’utente.
L’unica risposta che dà ENEL è che per contratto di servizio possono fare una sola lettura annuale.