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  • Rapporto Arpat: l’aria di Firenze è sempre fuorilegge

    Postato martedì 14 aprile 2009 e inserito in Aria. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito. Stampa questo articolo solo se necessario

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    di Ilaria Ciuti

    Polveri fini (Pm10), biossido di azoto (No2), ozono (O3). Sono i tre elementi che inquinano l´aria di Firenze e dintorni. Se c´era chi sperava in un miglioramento resterà deluso. Da anni non si riesce a far scendere lo smog, neanche di un grammo. I veleni non mollano, anzi peggiorano. L´Arpat rivela, per bocca del responsabile del monitoraggio Alessandro Franchi e della direttrice Sonia Cantoni, il consuntivo della qualità dell´aria nel 2008. Pessima. Il Pm10 scende molto poco nelle zone tranquille e aumenta assai nelle strade di traffico. L´No2 continua a crescere ma soprattutto si spande dalle aree di maggior traffico fin nei giardini. Colpa dei motori diesel, dice l´Arpat. Finalmente l´ozono è una consolazione: nell´estate 2008 è andata un po´ meglio. I tecnici gelano: solo per merito del brutto clima, la media dei tre anni, la sola che conta per legge, è cattiva.

    Bene. Guardiamo da vicino il rapporto sulla qualità dell´aria 2008. Le polveri. Delle cinque centraline più significative dell´area omogenea, quelle di Firenze e Scandicci, si salvano solo il giardino di Boboli e la tranquillissima via Bassi che comunque sfiora il limite di 35 giorni oltre i 50 microgrammi per metro cubo ammessi dalla legge in un anno e arriva a 33. In viale Gramsci i giorni fuori legge salgono a 98 (76 nel 2007 e 87 nel 2006), in via Ponte alle Mosse a 88, a Scandicci sono 49. Si alzano anche le più difficili da superare medie annuali che non devono andare oltre i 40 microgrammi: in viale Gramsci si arriva a 44 (41 nel 2007 e 42 nel 2006), via Ponte alle Mosse torna indietro al 2004 e raggiunge i 42. Signa va a 48 di media annuale e al record di 120 giorni fuori legge.

    Il biossido di azoto era sembrato debellato verso gli inizi degli anni 2000. Poi, spiega l´Arpat, con la diffusione dei diesel ha ripreso a imperversare. La media annuale massima di riferimento è, anche questa, di 40 microgrammi per metro cubo: è salita fino a 92 in viale Gramsci, ma è andata a 50 perfino in via Bassi, solo per fare due esempi. Dell´ozono, l´inquinante secondario che si forma quando il calore e il sole funzionano da catalizzanti degli ossidi di azoto e degli idrocarburi usciti dai tubi di scappamento, si è detto. Mentre Legambiente ricorda che di smog muoiono a Firenze 300 persone l´anno.

    Arpat parla di inquinamento stabile negli ultimi cinque anni. Intanto nel 2008, anche se non ci sono stati grossi balzi, è andata peggio. Soprattutto significa che lo smog è alto e non c´è segnale di inversione. Dopo la prima botta tra fine anni ´90 e inizio 2000, causata dalla messa al bando dei mezzi non catalizzati e dalla benzina verde e che ha debellato il monossido di carbonio, dopo non è successo più niente. Anzi sono aumentati i diesel e l´No2 che sembrava sconfitto anche quello ha ripreso vigore. E´ il traffico bellezza o sono le politiche anti inquinamento che non funzionano o non ci sono? L´unica cosa a cui si punta è la riconversione del parco veicoli verso motori più ecologici attraverso un accordo regionale tra 30 Comuni che dovrebbe prevedere un inasprimento graduale.

    Ma, eliminati auto, motorini e furgoni euro zero, dopo si è visto poco o niente. Si sono messi al bando anche i motorini euro 1 a due tempi. Poi poco entusiasmanti novità di un 2009 in cui già a metà marzo le polveri hanno superato i fatidici 35 giorni, sono lo stop alle moto euro zero (solo vecchie lambrette e vespe) e alle auto diesel euro 1 che erano solo 900. I bus del trasporto pubblico euro zero che già stavano fermi la domenica avrebbero dovuto iniziare a farlo per tre giorni, è rimasta la sola domenica. Legambiente aveva chiesto limitazioni per i diesel euro 2 e euro 3, «che inquinano tre volte di più dei mezzi non catalizzati»: niente. Niente riconversione dei furgoni merci. Niente filtri antiparticolato ai bus, come invece promesso. Non si è visto ancora in funzione il bike sharing. Soprattutto nessun accenno a qualsiasi limitazione del traffico in generale: le polveri sono anche quelle che vengono risollevate dall´asfalto o che derivano dall´usura dei veicoli. E una densità di traffico sregolato come a Firenze, comunque inquina.

    [Fonte Repubblica]

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