13 novembre 2018

Miracolo di Ponte Vecchio: Renzi trasforma 2.489 euro in 120mila. Santo subito!

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Torniamo sulla vicenda dell’affitto di Ponte Vecchio ai ferraristi e sul miracolo della moltiplicazione degli euro fatta dal sindaco di Firenze Matteo Renzi.

di Tomaso Montanari per Il Fatto Quotidiano

I famosi 120 mila euro che la Ferrari avrebbe corrisposto al Comune di Firenze per il noleggio a ore di Ponte Vecchio, rischiano di fare la fine del Leonardo fantasma che Renzi giurava di aver trovato dietro gli affreschi del Vasari a Palazzo Vecchio: desaparecidos, evaporati, smarriti. L’unica vera opposizione al supersindaco (quella, di sinistra, di Ornella De Zordo e Tommaso Grassi) ha presentato ieri due interrogazioni in Consiglio comunale per conoscere i dettagli finanziari della festicciola di Montezemolo su suolo pubblico: e la risposta della vicesindaco, Stefania Saccardi, è stata davvero spiazzante.

LE UNICHE entrate che (almeno per ora) risultano ufficialmente sono 13. 000 euro per il restauro di un’opera d’arte e circa 17. 000 per l’occupazione di suolo pubblico: cioè 2. 489 euro per l’occupazione di Ponte Vecchio (un vero affare!), 11. 295 euro per piazza Ognissanti e 2. 719 euro per il Lungarno Vespucci. Non solo. La settimana scorsa, un Renzi in visibile difficoltà aveva difeso la svendita del cuore della sua città tirando in ballo i più indifesi dei suoi cittadini, scrivendo nella sua newsletter telematica: “E abbiamo fatto una scommessa di comunicazione sulla città. En passant, abbiamo anche recuperato circa 120 mila euro, l’equivalente del taglio che abbiamo ricevuto sul capitolo delle vacanze per i bambini disabili. Io credo che chiudere tre ore Ponte Vecchio per questi motivi sia doveroso per un sindaco. Lo rifarei, nonostante le polemiche. Voi che ne pensate?”.

Ebbene, De Zordo e Grassi hanno anche chiesto quale ente terzo avesse tagliato quella sensibilissima voce del bilancio comunale: e la risposta di un’ imbarazzatissima Saccardi è stata che, in verità, non c’era stato alcun taglio, e che Renzi aveva solo voluto dare l’idea del valore sociale del canone che sarebbe stato pattuito (il condizionale è a questo punto d’obbligo) con la Ferrari. Ancora. Un accesso agli atti degli stessi consiglieri ha accertato che l’atto di concessione dell’occupazione del suolo pubblico per l’area di Ponte Vecchio della Direzione Sviluppo Economico risulta datato al primo luglio, ovvero al giorno dopo la cena su Ponte Vecchio. Difficile, in effetti, negare un permesso per qualcosa che è già avvenuto.

Più difficile ancora non concordare con De Zordo e Grassi: “Sulla vicenda, il sindaco Renzi ha fatto una pessima figura e ha utilizzato mezzucci della peggior politica per coprire il suo operato, come annunciare 120. 000 euro per coprire un buco di bilancio sulle vacanze per i ragazzi disabili quando non c’erano né i soldi, né il taglio, utilizzando la Città e i suoi monumenti, sfruttando il proprio potere discrezionale per accaparrarsi nuovi supporter e facendo favori a soggetti economici forti che magari potrebbero nel momento giusto restituire il favore”. C’è da giurare che appena Matteo Renzi riprenderà il controllo mediatico della città che di fatto non amministra, i 120. 000 euro compariranno, come per magia, in qualche capitolo di spesa: ora per allora, proprio come la concessione del suolo pubblico.

MA ANCHE chi fosse d’accordo con lo sfruttamento economico intensivo di un patrimonio artistico che, per Costituzione, non dovrebbe essere al servizio del lusso ma dell’eguaglianza, dovrebbe cominciare a nutrire qualche dubbio su un politicante capace di strumentalizzare i bambini disabili e di noleggiare Ponte Vecchio come se fosse il proprio salotto. Perché se davvero non si è trattato di uno spot elettorale, o di uno scambio di favori con Montezemolo, se davvero quel noleggio va iscritto in una qualche forma di iperliberista imprenditoria della città: bè, almeno i conti dell’operazione dovrebbero essere trasparenti, accessibili, puntuali.

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