I mandanti della contestazione di Rimigliano

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Vorremmo darvi conto del dibattito avvenuto ieri in Consiglio regionale sull’ennesimo scempio di un pezzo di Toscana, dell’ennesima villettopoli avallata da enti locali di stretta osservanza PD.

La vicenda è quella di Rimigliano, dove il Comune di San Vincenzo (LI) ha prodotto un piano urbanistico che prevede case e un albergo nell’area di 560 ettari ex Della Gherardesca ed ex Parmalat.

Mesi fa il  Comitato e il Forum per Campiglia anche a coloro che mi hanno insultata, ma non certo ai loro mandanti.”

Una frase, quest’ultima, che ha mandato in tilt il capogruppo del Pd Vittorio Bugli, che con fare minaccioso, come riporta anche Repubblica, ha ribattuto: “Lei sta dicendo che i sindacati hanno dei mandanti, assessore?” come se fosse una cosa inconcepibile.

A proposito di mandanti con queste due righe vorremo ricordare a Bugli come non più di qualche anno fa, quando il Comitato No Tav di Firenze iniziò a fare presa sull’opinione pubblica fiorentina per fermare il devastante cantiere del sottoattraversamento, fu proprio un suo collega, Riccardo Conti, assessore regionale del Pd, ad esortare i sindacati e i lavoratori a contestare i No Tav, a “piantare le tende” sul luogo del cantiere per evitare che avessero la meglio i cittadini organizzati contro la grande e inutile opera.

Oggi Riccardo Conti è indagato per corruzione nella costruzione di una grande opera; Enrico Rossi ha cambiato pagina nominando Anna Marson al suo posto per interrompere il devastante “decennio contiano” nella gestione del territorio; le cronache nazionali raccontano tutti i giorni il degrado morale dei partiti.

Nonostante ciò in Consiglio regionale c’è un gruppo di Giapponesi che non ha capito che la guerra è finita, che gli italiani esigono moralità e rispetto del bene comune da chi li amministra. Perfavore non insistete oltre. Fermatevi. Risparmiateci l’ennesimo scempio ambientale in nome di uno sviluppo che gonfia solo le tasche degli speculatori.

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