17 dicembre 2018

164.423 slot machines in Italia, 104 alle Piagge. Il virus del gioco avanza.

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Immaginate 60miliardi di monetine da 50 centesimi o se volete 468mila tonnellate di spiccioli, molto di più di quanto pesa una superportaerei a stelle e strisce a propulsione nucleare della classe Nimitz. È semplicemente la montagna di euro che, un pezzetto alla volta nei 365 giorni del 2010, gli italiani hanno infilato nelle fessure delle 357mila new slot distribuite sul territorio nazionale. Di questa montagna, va detto, il 75% (22,5 miliardi di euro) è tornato nelle tasche dei giocatori sotto forma di agognate vincite.


No all’invasione delle slot machines. Assemblea pubblica alle Piagge sulle sale da gioco. Il 29 aprile al Q5


Quello per le slot machine da parte della popolazione tra i 15 e i 70 anni è ormai di gran lunga più di un semplice amore. Gli apparecchi da intrattenimento, infatti, valgono oltre il 50% dell’intero comparto. Che tra Gratta&Vinci, scommesse, Superenalotto e altro hanno raccolto complessivamente 60,1 miliardi di euro. Il 2010 si è chiuso con una raccolta totale dalle new slot che supera i 30 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto ai 25,2 miliardi del 2009 e che supera di oltre 9,3 miliardi di euro quanto rastrellato nel 2008. E i primi dati del 2011 – a gennaio le giocate hanno raggiunto i 3,2 miliardi di euro – mostrano come a fine anno la raccolta possa sfiorare la cifra record di 40 miliardi.

Nelle 357mila macchinette disseminate in tutta Italia sono finite, dunque, 168mila monetine da 50 centesimi di euro (è la puntata minima). Basta guardarsi intorno per trovare in bella vista una o più new slot. Tra un cappuccino e un happy hour non c’è bar che oggi non offra ai suoi clienti la possibilità di cimentarsi con una “pulsantiera” multicolor nella speranza di udire il magico tintinnio di quelle monetine da 50 centesimi che cadono giù. Ristoranti e bar sono i punti vendita dove attualmente si concentra il 72,9% dell’offerta di gioco. A seguire ci sono i cosiddetti corner per le scommesse sportive, le sale gioco, le agenzie e i tabaccai.

La passione per le new slot è principalmente soddisfatta nelle grandi regioni del Nord dove, non è un caso, gli operatori del settore hanno installato il 46% degli apparecchi oggi sul mercato (164.423). Nelle sei regioni del Centro ce ne sono poco più di 87mila, mentre al Sud (isole escluse, dove sono collegati 32.167 apparecchi) sono in funzione 73.503 macchinette.

Più diventa alta quella montagna di spiccioli giocata dagli italiani e più si riduce la pressione fiscale sugli operatori. Per le new slot, infatti, gli scaglioni su cui si deve applicare l’aliquota del prelievo erariale unico (Preu) si muovono al ribasso, sulla base dell’incremento delle giocate rispetto al totale 2008. Nel 2009 lo storno è stato di circa due decimi percentuali (12,4% rispetto al 12,6% di partenza), e con il nuovo boom nella raccolta dello scorso anno l’aliquota media da applicare per il 2010, secondo il decreto dell’Economia pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 16 marzo, scende ulteriormente fino al 12,062 per cento. Conti alla mano, gli operatori dovranno versare quattro decimi di punto percentuale in meno, con un saldo per l’erario di 3,7 miliardi di euro.

Ma non finisce qui. Nel 2011 bisognerà infatti fare i conti anche con il pieno sviluppo della nuova tecnologia di gioco introdotta dall’ottobre scorso sul mercato con le «videolotteries» (Vlt). Le nuove macchinette, collocate in sale dedicate sempre più simili a mini-casinò, secondo gli operatori sarebbero in grado di muovere tra 18 e 19 miliardi di euro nel 2011, tra 27 e 29 miliardi nel 2012, tra 30 e 32 miliardi di euro nel 2013.

Fonte Sole24Ore

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