11 gennaio, SanSalvichipuò invita a mobilitarsi in difesa del patrimonio cittadino

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Riceviamo e pubblichiamo

E’ oramai da alcuni decenni che si assiste ad una progressiva privatizzazione della nostra città e del suo territorio, terziaria o commerciale, comprimendo sistematicamente gli spazi necessari alle più elementari attrezzature sociali e collettive, essenziali non solo alle esigenze primarie della vita associata ma anche alla stessa  efficienza  della struttura urbana.

Di fatto alla città viene imposto uno sviluppo sempre più caotico e irrazionale come conseguenza della distorta dinamica di saturare ogni area libera, di sfruttare intensivamente a fini privati ogni pezzo di città che si rende disponibile, preferendo soddisfare gli insaziabili appetiti lucrativi di un pugno di speculatori, piuttosto che  perseguire la qualità della vita cittadina, il benessere e la salute psicofisica di tutti gli abitanti.

Per contrastare la gestione speculativa della città e i danni gravissimi che ne derivano per l’intera collettività, da anni Firenze è divenuta teatro di lotte: si formano comitati in quasi tutti i quartieri che irrompono nel ben difeso recinto della gestione urbanistica, affrontando le problematiche abitative e ambientali e inserendosi attivamente nell’acceso dibattito sul riuso delle aree  dimesse, affermando la necessità e il diritto di utilizzarle come risorsa pubblica per usi sociali invece che per  funzioni finalizzate alla valorizzazione fondiaria e immobiliare.

Un impegno diffuso teso a difendere strenuamente le opportunità che ancora sussistono per recuperare alla scala umana un tessuto cittadino manomesso e  degradato.

Un obiettivo che trova nell’attuale, falsamente innovatrice Giunta Renzi, un pericoloso ostacolo, evidente sia nella sua incapacità di attuare una rottura critica con il passato nella elaborazione del principale strumento urbanistico come il Piano Strutturale, che nel  riproporre,  con il pretesto della crisi della finanza locale, l’esiziale politica di stampo  ultraliberista di alienazione indiscriminata  del patrimonio pubblico, compresi i complessi edilizi di pregio storico che già in passato ebbero una significativa destinazione sociale e collettiva.

Una falsa soluzione per il bilancio comunale che avvantaggia unicamente la più sordida speculazione immobiliare e sottrae definitivamente ai tessuti cittadini un consistente patrimonio, le cui potenzialità sociali e ambientali costituiscono, come già sottolineato, uno dei fattori più decisivi per rimarginare le ferite e rigenerare la città esistente.

Contro le gravissime scelte  dell’Amministrazione invitiamo tutti i soggetti presenti nella realtà fiorentina che si oppongono radicalmente  alle politiche di privatizzazione  dei beni collettivi ad una riunione presso il circolo “Andrea del Sarto”, in via Manara, martedì 11 Gennaio alle ore 17,30 per costruire un’azione comune all’altezza della sfida in atto.

Comitato “San Salvi chi può”

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