100 luoghi come 100 punti, De Zordo: "Una trovata mediatica"

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Riceviamo e pubblichiamo

Ecco le promesse non mantenute, dal binario metropolitano agli autobus puntuali

I 100 luoghi di Renzi rischiano di fare la stessa fine delle “100 cose per i primi 100 giorni” di inizio mandato, che si sono tramutati in una sconfitta. “Se sarò eletto Sindaco – scrisse Renzi – mi impegno nei primi cento giorni a fare cento cose concrete”. Poco dopo la sua elezione Renzi abbandonò sul nascere l’idea di una seconda lenzuolata di punti per il 2010, spostando l’attenzione proprio sugli attuali 100 luoghi della città. Molti dei 100 punti sono ancora irrisolti a distanza di oltre due anni, mentre altri grandi cavalli di battaglia sono falliti e sono stati abbandonati clamorosamente.

Con quale credibilità Renzi si presenta oggi ai cittadini con i “100 luoghi”, dopo i risultati dei “100 punti” e alla vigilia del lancio dei prevedibili “100 punti per l’Italia”? L’evento mediatico del 28 settembre sarà assicurato, ma nella sostanza le decisioni importanti per la città sono già state prese e senza alcuna partecipazione o coinvolgimento della cittadinanza. Altre resteranno inevitabilmente sulla carta.

Tanti i fallimenti ad oggi, rimossi dal dibattito pubblico
Chi non ricorda il punto 42, “Una legge speciale per Firenze”, fatta da quattro articoli, con la creazione dell’anello Barberino-Incisa, interventi sui beni culturali, recupero dei contenitori dismessi, agevolazioni fiscali per interventi a Firenze fino al 2012? Così come il punto 27, “Signori, si cambia” con il radicale cambiamento delle linee ATAF, meno linee lunghe, meno mezzi in strada, più puntualità delle corse. Molti altri punti sono ancora incompiuti come il 33 sul bike sharing, con la brutta figura del progetto non finanziato dal ministero dell’ambiente, e il 34 sulla riqualificazione delle piste ciclabili per le quali quando finora è stato realizzato è solo ereditato dalla precedente amministrazione e non ci sono altri progetti in vista dei mondiali di ciclismo del 2013. E’ andata male anche sui rifiuti: il punto 32 sulle stazioni ecologiche, con la marcia indietro a Varlungo, e il 47 che prevedeva fra le altre cose incentivi sulla TIA per aumentare la differenziata, di cui non si è mai sentito parlare. Ma la perla è il punto 46 sul “Binario Metropolitano”, che prevedeva la “predisposizione immediata di concerto con la Regione Toscana di un piano di sfruttamento immediato delle stazioni”: la firma dell’accordo del 3 agosto sull’Alta Velocità non solo ha visto cancellare le nuove stazioni metropolitane, come Peretola aeroporto, S.Salvi e Cure 2, ma ha anche fatto slittare negli anni lo studio di fattibliità per un futuro servizio ferroviario metropolitano, rimandando il tutto ai futuri amministratori.

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